FOLIGNO
C’è un nuovo progetto per un altro impianto eolico che potrebbe sorgere sulla montagna folignate. A darne notizia l’avviso pubblico, pubblicato all’Albo pretorio del Comune, che informa dell’istanza presentata dalla società Sorgenia Renewables Srl al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, per l’avvio del procedimento di Valutazione di impatto ambientale sul progetto di un impianto destinato al territorio montano di Foligno, nell’area al confine con le Marche, con “opere connesse” che ricadrebbero nella vicina Serravalle di Chienti.
“Foligno” è il nome dell’impianto che da progetto, documento alla mano, prevede 7 aerogeneratori con potenza unitaria fino a 7,2 megawatt per una potenza installata fino a 50,4 mw e un sistema BESS (Battery energy storage system), ovvero un sistema di accumulo, per una potenza nominale complessiva dell’impianto fino a 70,4 mw.
I 7 aerogeneratori, con torre di altezza fino a 135 metri e diametro del rotore fino a 172 metri, ricadrebbero tutti sul territorio folignate, e la “rete del parco” eolico prevede tre cavidotti interamente interrati e sviluppati principalmente sotto strade esistenti, attraverso i quali l’energia sarà convogliata dagli aerogeneratori alla Sottostazione elettrica utente a sua volta collegata a una nuova stazione elettrica di smistamento, denominata “Serravalle”.
Sotto la lente come “principali e potenziali impatti indagati” ci sono quelli visivo, acustico e legato all’uso del suolo. Sul primo, legato alla presenza dei 7 aerogeneratori, viene spiegato sia che la progettazione è “sviluppata per massimizzare l’integrazione delle opere nel contesto esistente” e che “non comporterà una modifica sostanziale dei caratteri rappresentativi del paesaggio”, sia che l’impatto sarà “circoscritto alla vita utile dell’impianto, stimata intorno ai 30 anni”.
Se poi l’impianto non comporterà “sostanziali modifiche del clima acustico dell’area”, sul fronte dell’utilizzo del suolo, nell’avviso si legge che il contesto interessato è di tipo agrario e che le ipotesi progettuali contemplano l’occupazione a lungo termine di circa 4,35 ettari nel complesso, ritenendo che “la connotazione e l’uso del suolo attuale non subiranno significative trasformazioni”.
Quanto al rapporto con le aree naturali protette, nell’avviso si legge che non sono “previste interferenze”, salvo una “breve” del cavidotto di connessione dell’impianto con il Parco di Colfiorito; cavidotto che, viene evidenziato, sarà interrato “lungo la sede stradale e non genererà alterazioni permanenti degli habitat, né modifiche alla morfologia o alla fruizione” dell’area.
L’avviso e la documentazione completa sono disponibili sul portale del ministero e chiunque vorrà potrà presentare osservazioni entro il 25 aprile.
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