Attualità
La consegna del giglio d'oro al direttore del Laboratorio di Scienze Sperimentali, Pierluigi Mingarelli
E' iniziato il viaggio nel segno dell’anelito dantesco a seguir “virtute e canoscenza”, che fino a domenica condurrà Foligno e Fabriano tra le prospettive, le speranze e i rischi di un nuovo umanesimo scientifico. Questa la rotta disegnata da questa XV edizione di Festa di Scienza e Filosofia che ieri è stata inaugurata ufficialmente in un auditorium San Domenico gremito dove, dopo i saluti istituzionali a prendere la scena è stata la conferenza San Francesco e l’affermarsi dei valori filantropici alla base del pensiero scientifico, con relatori d’eccezione lo storico medievista Franco Cardini, il vescovo emerito delle Diocesi di Foligno e Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, la presidente della Regione, Stefania Proietti e il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe, che hanno esplorato il contributo dell’umanesimo di San Francesco nel processo conoscitivo che ha portato al passaggio dal mago, custode di antichi segreti e saperi, al pensiero scientifico.

La cerimonia si è aperta sulle note de Il valzer della scienza, il brano presentato dal coro dell’Istituto comprensivo Foligno 5, diretto dalla professoressa Mariella Battistelli, e con la lettura di alcuni passi del XXXIII canto della Divina Commedia ad opera di Enrico Sciamanna. Sul palco a fare gli onori di casa insieme al presidente el Laboratorio di Scienze Sperimentali, Maurizio Renzini, anche il direttore Pierluigi Mingarelli, anima della kermesse che ha ricordato come negli anni “grazie al contributo di istituzioni, aziende e scuole, la Festa è diventata sempre più grande. Non è stata bravura organizzativa, ma è dipeso da come ciascuna persona di Foligno, dell’Umbria e di altre realtà si è rispecchiata nei contenuti”. E sul tema di questa edizione: “si rispecchia nella realtà di oggi: - ha detto - è necessario che accanto alla scienza si sviluppino anche gli altri saperi umanistici, perché non c’è contraddizione come ci raccontava spesso il nostro compianto amico Edoardo Boncinelli. C’è la necessità di tornare all’uomo, c’è bisogno di pace e di fare in modo che i rapporti tra Stati si risolvano con la democrazia e il saper fare, non con le bombe o altre cose cui stiamo assistendo”.
Sul palco per i saluti istituzionali anche l’assessore alla Cultura Alessandra Leoni che ha rimarcato come la festa sia “un momento prezioso di incontro, capace di avvicinare tutti a temi fondamentali come quello della conoscenza, del pensiero critico e dell’innovazione”; la presidente della Fondazione cassa di Risparmio di Foligno, Monica Sassi che ha ricordato il sostegno “con grande orgoglio e convinzione” alla Festa “fin dal suo inizio, perché crediamo nel suo valore come crogiolo di idee per la città e per tutto il territorio”. A portare i saluti anche il vescovo Felice Accrocca che ha lodato l’attività del Laboratorio: “proprio da iniziative di questo genere deve partire la resistenza di fronte a un mondo che rischia di essere sempre più manipolato da pochi che hanno teso, negli ultimi decenni, ad abbassare progressivamente il livello della coscienza critica”.
Durante la cerimonia è arrivato anche il riconoscimento del giglio d’oro 2026 conferito dal presidente della Pro Foligno, Luca Radi, al professor Mingarelli, per aver “dato vita a un luogo di incontro di saperi, contribuendo in modo duraturo alla crescita culturale della comunità”.
La Festa prosegue fino a domenica con decine di incontri. Sono 57 le conferenze in agenda oggi (20 per gli studenti). Tra i tanti ospiti Pierpaolo Sileri, professore ordinario dell’Università Vita-Salute San Raffaele, già viceministro e sottosegretario alla Salute e Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Intelligence culture and strategic analysis e già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare che questa sera alle 21 al San Domenico parlerà di “Difesa Europea. Un possibile modello”.
E ancora, domani, sabato 18 aprile, sono in programma 31 conferenze, con due momenti di altissimo profilo in apertura e in chiusura della terza giornata. Si partirà, infatti, alle 10 nella Sala Faloci Pulignani di Palazzo Trinci con un commosso e prestigioso omaggio a Edoardo Boncinelli. L'incontro vedrà riuniti amici e colleghi di una vita come Roberto Battiston, Piergiorgio Odifreddi, Giorgio Vallortigara, Massimo Arcangeli e molti altri illustri accademici, pronti a testimoniare l'eredità intellettuale del grande genetista e fisico che per anni è stato il faro scientifico della Festa. La chiusura della giornata sarà invece affidata a una vera icona dell'esplorazione: alle 21.30, sul palco dell'Auditorium San Domenico, l'astronauta e divulgatore Paolo Nespoli presenterà "Farsi Spazio". Un incontro attesissimo per riflettere sulle nuove frontiere del cosmo e sul ruolo dell'uomo in un universo sempre più accessibile ma ricco di sfide tecnologiche e filosofiche.
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