Domenica 12 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Attualità

Giornate dantesche, a Foligno continua il viaggio nell’XI canto: oggi tocca al vescovo Felice Accrocca

Alle 16.30 a Palazzo Trinci il presule rilegge il rapporto tra Dante e San Francesco

11 Aprile 2026, 11:27

Giornate dantesche, a Foligno continua il viaggio nell’XI canto: oggi tocca al vescovo Felice Accrocca

Il vescovo Felice Accrocca

C’è un silenzio diverso, in questi giorni, tra le pietre dei palazzi di Foligno. Non è assenza di rumore, ma attesa: quella di una parola che attraversa i secoli e torna a farsi voce. In un tempo segnato da conflitti e fratture, le Giornate dantesche aprono uno spiraglio, una fenditura luminosa dove la cultura prova ancora a ricucire il presente. Le sale si riempiono, i posti si esauriscono, e tra incontri, letture e dialoghi si ritrova un pubblico attento, quasi assetato. Al tavolo si alternano alcuni tra i più autorevoli studiosi della scena nazionale, chiamati a misurarsi con l’eredità viva di Dante Alighieri. Non celebrazione sterile, ma confronto: con la lingua, con la storia, con noi stessi. L’assessore alla cultura, Alessandra Leoni, rivendica con decisione questo percorso: Foligno, crocevia della prima stampa della Commedia, non è più soltanto memoria ma laboratorio. “Il nostro obiettivo è crescere ancora”, sottolinea, indicando una traiettoria che ormai ha superato i confini regionali. Qui, l’11 aprile 1472, nella bottega Orfini-Numeister, nacque la prima edizione a stampa della Divina Commedia. Un primato che ancora oggi pesa come un’eredità e insieme come una responsabilità: trasformare la storia in futuro.

Il filo rosso di questa edizione attraversa l’XI canto del Paradiso e conduce dritto alla figura di San Francesco d’Assisi. Un incrocio non casuale, ma necessario. A spiegarlo è Cristiana Brunelli, anima scientifica del festival. Il suo è uno sguardo che tiene insieme rigore e visione, capace di trasformare un anniversario in occasione critica.

Brunelli non si limita a coordinare: costruisce ponti. Tra Dante e Francesco, tra testo e territorio, tra memoria e contemporaneità. “È un intreccio naturale – osserva – tra due figure e un luogo che le ha entrambe attraversate”. E poi affonda: “Dante racconta Francesco attraverso Tommaso, ma quel gesto radicale, lo spogliarsi di tutto, accade proprio qui”. Non è solo filologia, è materia viva. Basta portarsi all’angolo tra piazza della Repubblica e la facciata del palazzo delle Canoniche e lo sguardo è rapito dalla scultura di Pietro Battoni: due mani che sorreggono le vesti restituiscono la forza di quel gesto. Non un simbolo lontano, ma una domanda ancora aperta. “Francesco è il santo più amato – prosegue Brunelli – ma anche una delle figure decisive per la cultura medievale e dantesca. E oggi continua a scuoterci”. Il programma prosegue con voci autorevoli. Oggi, nella sala Sisto IV di Palazzo Trinci, ore 16.30, è il vescovo Felice Accrocca, tra i massimi esperti di francescanesimo, a rileggere il rapporto tra Dante e il poverello di Assisi, nel segno di quella “sorella povertà” che ancora interroga il nostro tempo.

Domani il sipario si chiude, ma senza retorica: quattro appuntamenti scandiranno la giornata, dal Dog-trekking (un’esperienza di cammino consapevole in natura accompagnati dal proprio cane), al canto delle confraternite laicali nel XII secolo a cura di Cantoria Mevaniae (domani, ore 11, Palazzo Trinci), fino al concerto medievale (16.30) e all’intervento di Franco Cardini, storico e saggista, che affronterà un tema provocatorio: “Perché a te”: un santo inattuale (ore 18, sala Faloci Pulignani). E intanto, nella corte di Palazzo Trinci, ha preso vita da ieri la fiera editoriale dedicata a Dante e al Medioevo, che proseguirà fino a domani.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie