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San Francesco nelle Giornate dantesche di Foligno: perché il Canto XI del Paradiso è ancora attuale oggi

Samira Solimeno

08 Aprile 2026, 13:36

San Francesco nelle Giornate dantesche di Foligno: perché il Canto XI del Paradiso è ancora attuale oggi

A Foligno si celebrano per cinque giorni, a partire da oggi mercoledì 8 aprile, fino a domenica 12, le Giornate dantesche, manifestazione annuale della città umbra dedicata al padre della lingua italiana. Fu proprio a Foligno che vide la luce per la prima volta la Divina Commedia: qui l’11 aprile 1472 venne pubblicata la editio princeps, o prima edizione, come diremmo oggi, del capolavoro dantesco.

Filo conduttore dell’edizione 2026 della manifestazione è San Francesco d’Assisi, in concomitanza con le celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario dalla sua morte. Il Santo patrono d’Italia è protagonista del Canto XI del Paradiso, all’interno di cui viene elogiato attraverso le parole di San Tommaso d’Aquino. Il canto in questione non è solo una celebrazione di San Francesco, ma anche un momento di riflessione che risulta ancora oggi molto attuale.

Il Canto XI del Paradiso è conosciuto come un elogio a San Francesco, ma oltre a celebrare la sua vita e la sua figura, i versi di Dante hanno anche una funzione più profonda.

Il Canto si apre con una riflessione amara da parte di Dante sulla condizione degli uomini, troppo impegnati ad inseguire beni materiali e prestigio sociale. Proprio qui si inserisce la figura di San Francesco la cui vita e le cui gesta vengono narrate da San Tommaso d’Aquino. San Francesco e San Domenico (che viene solo menzionato, in quanto figura con la stessa missione di Francesco) rappresentano per San Tommaso la risposta di Dio alle derive materialiste della Chiesa cattolica.

La vita di Francesco viene narrata come modello di rettitudine morale. Dante si sofferma in particolar modo sulla rinuncia del Santo di ogni bene materiale, descrivendo questa scelta con l’immagine simbolica del “matrimonio” con Madonna Povertà, una figura allegorica che rappresenta il totale distacco dal mondo materiale. Per Dante, dei principi di San Francesco e San Domenico nei rispettivi ordini non c’è traccia.

Il Canto XI del Paradiso non è solo una celebrazione, ma soprattutto una critica aperta alla corruzione della Chiesa e un invito a ritrovare i valori autentici del cristianesimo e dimostra ancora una volta quanto il pensiero del grande poeta fosse lungimirante per la sua epoca.

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