Sabato 25 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Il convegno

Investimenti, lavoro, tempi certi: i vantaggi della Zes per le piccole e medie imprese

Catia Turrioni

25 Aprile 2026, 01:40

convegno zes

Un momento del convegno sulla Zes che si è tenuta alla Camera di commercio dell'Umbria

La Zona economica speciale come leva concreta per rimettere in moto investimenti, tempi decisionali e fiducia. E’ il messaggio emerso dal convegno “Zes Umbria – Un’opportunità per le pmi”, promosso da Cisl e Camera di commercio dell’Umbria, che ha posto al centro una domanda decisiva: come trasformare la Zes in sviluppo reale per un territorio fatto soprattutto di piccole e medie imprese.


Il confronto, molto partecipato, ha visto gli interventi dei rappresentanti delle principali associazioni di categoria - da Confapi a Confindustria, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Legacoop e Confcooperative - insieme all’amministratore unico di Sviluppumbria Luca Ferrucci, con la moderazione di Giovanni Giorgetti di ESG89. Durante i lavori è stato anche effettuato un sondaggio tra i presenti sulla percezione della Zes, segnale di un tema ormai centrale nell’agenda economica regionale.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente Mencaroni, che ha sottolineato la necessità di unire visione istituzionale e bisogni concreti delle imprese, indicando come priorità una cabina di regia efficace per evitare la frammentazione degli interventi. Il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti ha ampliato la prospettiva: la Zes non può essere letta solo in chiave fiscale, ma deve diventare parte di una nuova politica industriale e di coesione sociale, fondata su tempi certi, accompagnamento agli investimenti e benefici potenzialmente estesi a tutti i 92 Comuni umbri.


Per il sindacato, semplificare significa creare lavoro qualificato, trattenere i giovani e rafforzare una crescita stabile. Sulla stessa linea la presidente della Regione Stefania Proietti, che ha parlato di “fase nuova”, invitando a superare una visione “a macchia di leopardo” e puntare su una semplificazione capace di liberare le energie di imprese e innovatori. Tra le priorità: certezza dei tempi e definizione della futura Carta degli aiuti dal 2028.
L’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha richiamato il nodo infrastrutturale: “Serve un ponte tra est e ovest, tra Adriatico e Tirreno”, perché senza connessioni adeguate anche gli strumenti più efficaci rischiano di indebolirsi. L’intervento più politico è stato quello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che ha inserito l’estensione della Zes a Umbria e Marche in una strategia nazionale di attrazione degli investimenti. “Un passaggio strategico”, ha detto, ricordando i risultati già ottenuti: 20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi pubblici e quasi 50 mila nuovi posti di lavoro. Anche il 2026 mostra segnali rilevanti, con circa 200 autorizzazioni, 1,5 miliardi di investimenti e quasi 4mila nuovi occupati. Il messaggio conclusivo è netto: la Zes non può restare un annuncio, ma deve tradursi in velocità amministrativa, investimenti concreti e occupazione qualificata.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie