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Economia

Con Mohamed Alabbar ad Antognolla impulso al turismo di lusso in Umbria: aumento del 15% dei visitatori di alta fascia entro tre anni

Il dinamismo dei fondi arabi in Europa e in Italia non è in discussione dallo scenario di crisi internazionale

Nicola Uras

30 Marzo 2026, 16:25

Mohamed Alabbar

Mohamed Alabbar

Il dinamismo dei fondi arabi in Europa e in Italia, Umbria compresa, non è in discussione dallo scenario di crisi internazionale e la strategia di investire su palazzi e hotel di lusso continua più che mai. Lo racconta anche Il Sole 24 Ore facendo il punto sul real estate italiano di altissima fascia che negli ultimi anni ha attratto gli investitori del Golfo in diverse zone d’Italia. Come accaduto lo scorso ottobre in Umbria quando Mohamed Alabbarbusinessman emiratino, noto per aver fondato Emaar Properties, l’azienda che ha costruito il Burj Khalifa e il Dubai Mall, presidente di Eagle Hills, società di investimento e sviluppo immobiliare di Abu Dhabi, con un patrimonio stimato da Forbes in 2,3 miliardi di dollari - acquistò, come anticipammo sul Corriere dell'Umbria, lo storico Castello di Antognolla alle pendici del Monte Tezio, a Perugia.


Un investimento, quello di Alabbar nel Perugino, di circa "55 milioni di dollari" secondo il sito Modern Construction 360, che riporta anche come il businessman degli Emirati Arabi abbia intenzione di "investire ulteriori 145 milioni di dollari per trasformare il castello del XII secolo e la tenuta circostante in un resort di lusso. Il progetto sarà sviluppato a titolo personale da Alabbar e mira a creare una destinazione di lusso di prim'ordine che integri il patrimonio storico con i concetti moderni di ospitalità e sostenibilità". Sempre Modern Construction 360 spiega come Antognolla "dovrebbe entrare a far parte del network del marchio Six Senses entro il 2026, diventando la seconda struttura Six Senses in Italia dopo Roma, e ponendo l'accento sul lusso combinato con la sostenibilità. Il progetto mira a dare impulso al turismo di lusso in Umbria, prevedendo un aumento del 15% dei visitatori di lusso entro tre anni dall'apertura, a beneficio di settori locali come l'ospitalità, l'artigianato e l'agricoltura".

 

L'interesse di Alabbar per l'ospitalità internazionale di lusso riguarda l'Italia avendo anche acquistato il Grand hotel imperiale di Forte dei Marmi per 40 milioni e il suo nome "è oggi dietro al rilancio dell’ex caserma Guido Reni a Roma", perché "Eagle Hills, il colosso immobiliare di Abu Dhabi guidato dal fondatore di Emaar, si è unito infatti a Coima e Cdp real asset nell’operazione di riqualificazione che sta per partire". Ma si estende oltre il Paese. All'inizio del 2024, ha annunciato piani per investimenti significativi nel settore turistico emergente del Madagascar, dove "vede un enorme potenziale grazie al miglioramento delle infrastrutture e all'obiettivo del governo di attrarre oltre 500.000 turisti all'anno". Proprio nei giorni scorsi Alabbar sui propri profili social ha postato la classifica delle maggiori società immobiliari al mondo per valore del marchio e al quarto posto, in una lista dominata dai cinesi c'è proprio la sua Emaar.

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