ECONOMIA
Scatta l'amministrazione giudiziaria per Piazza Italia, azienda di moda nata nel 1993, con sede a Nola (Napoli), catena di basso prezzo con negozi in tutta Italia (in Umbria a Terni, Orvieto Scalo e Corciano).
La Procura di Prato - come riporta Il Sole 24 Ore - ha chiesto, e il Tribunale di Firenze ha concesso, la misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria per l’azienda di fast fashion Piazza Italia. Nel 2024 (ultimo bilancio disponibile) Piazza Italia ha fatturato 343,7 milioni di euro con 31,9 milioni di utile netto. Dal 2022 a oggi, secondo le indagini della Procura, come riporta sempre Il Sole 24 Ore - avrebbe esternalizzato gran parte della confezione di capi di abbigliamento a due imprese cinesi di Prato che sfruttavano i lavoratori e li costringevano a operare in condizioni disumane. Gli imprenditori cinesi sono indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Secondo la Procura diretta da Luca Tescaroli, il sistema avrebbe garantito a Piazza Italia margini di profitto molto elevati, fino al 300% rispetto ai costi di produzione, secondo quanto ipotizzato dai magistrati. L’accusa, analoga a quella già formulata a Milano, è di aver colposamente agevolato lo sfruttamento lavorativo attuato da due aziende cinesi che, nel tempo, si sono avvicendate al medesimo indirizzo. La “colpevole inerzia” e la “mancata vigilanza” riguardano il mancato accertamento della reale capacità imprenditoriale delle imprese in subappalto, le quali impiegavano manodopera irregolare: clandestini sottoposti a orari massacranti, retribuiti con compensi irrisori e costretti a mangiare e dormire in ambienti degradati. Per gli investigatori non vi sarebbe alcuna traccia di controlli effettuati da Piazza Italia sui propri fornitori.
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