risparmi e finanza
L’Umbria continua a mostrare segnali di interesse anche sul fronte degli investimenti, in particolare in ambito immobiliare e turistico. Prezzi ancora competitivi rispetto alle regioni confinanti, una domanda internazionale stabile e nuove forme di turismo legate all’esperienza e alla qualità della vita stanno orientando le scelte di chi vive in regione o valuta un trasferimento. Dai micro-progetti legati al turismo esperienziale agli affitti di qualità, fino alla piccola hospitality diffusa, un’analisi concreta individua tre scenari possibili per chi dispone di 50mila, 150mila o 300mila euro e vive in regione o valuta un trasferimento.
Dall’analisi delle dinamiche locali emergono tre scenari-tipo, differenziati in base al capitale disponibile.
Micro-attività e servizi per il turismo
Con una disponibilità limitata, l’investimento immobiliare risulta poco accessibile. Più efficace, invece, puntare su servizi collegati al turismo, settore che in Umbria continua a crescere soprattutto nella fascia medio-alta.
Esperienze enogastronomiche, attività outdoor, visite guidate specialistiche e servizi per strutture ricettive rappresentano alcune delle opzioni più frequenti. Si tratta di investimenti a bassa intensità di capitale, ma che richiedono una presenza diretta e una buona conoscenza del territorio.
Profilo: investitore attivo
Rendimento: potenzialmente medio-alto
⚠️ Rischio: legato alla gestione
Immobiliare selettivo e affitti di qualità
Con un capitale intermedio, torna centrale l’immobiliare, ma con un approccio mirato. Le aree che mostrano maggiore tenuta restano il Lago Trasimeno, le colline intorno ad Assisi e Perugia, oltre a Todi, Montefalco e Gubbio.
La strategia più diffusa è l’acquisto di un appartamento o di un piccolo immobile da ristrutturare, da destinare ad affitti turistici di qualità o a locazioni di medio periodo per professionisti e lavoratori da remoto.
Profilo: investitore prudente
Rendimento: stabile
➕ Vantaggio: possibile rivalutazione nel tempo
Piccola hospitality e turismo diffuso
Con capitali più elevati, l’Umbria offre opportunità nel settore della piccola ricettività, in linea con il modello del turismo diffuso che caratterizza molte aree interne della regione.
Casali, ex case coloniche e piccoli complessi rurali possono essere riconvertiti in B&B di charme o case vacanza di fascia medio-alta, spesso integrando servizi esperienziali e collaborazioni con produttori locali.
Profilo: investitore imprenditoriale
Rendimento: medio
⚠️ Rischio: mitigabile con gestione professionale
In Umbria la convenienza non passa solo dai numeri, ma dalla coerenza con il contesto locale. I progetti che funzionano sono quelli che valorizzano paesaggio, identità e qualità dell’esperienza, evitando modelli standardizzati.
Per molti investitori, il ritorno non è solo economico, ma anche legato alla qualità della vita e alla possibilità di vivere stabilmente in regione.
Tre capitali, tre strategie
50mila euro → servizi turistici e micro-imprese
150mila euro → immobiliare selettivo
300mila euro → piccola hospitality
Un denominatore comune: investire in Umbria significa sempre più spesso costruire valore sul medio-lungo periodo, partendo dal territorio.
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