turismo e arte
Il 2025 si chiude per l'Umbria come l'anno dei record, segnando una svolta storica per l'intero comparto turistico regionale. Secondo le rilevazioni ufficiali e le stime dell'Agenzia Umbria Ricerche (AurR), il cuore verde d'Italia ha finalmente infranto il tetto dei 7,5 milioni di presenze, con una proiezione che punta decisa verso l'incredibile traguardo degli 8 milioni. Un boom trainato non solo dal turismo internazionale (+32% di stranieri nel primo trimestre), ma da una nuova capacità di attrarre visitatori durante tutto l'anno, trasformando l'Umbria da meta "di passaggio" a destinazione esperienziale d'eccellenza.
In questo scenario di crescita strutturale, Perugia si conferma polo magnetico di una regione che ha imparato a vendere la sua bellezza come un "museo diffuso". Se i numeri raccontano il successo economico, sono i panorami a spiegare l'emozione di chi sceglie il capoluogo: un'autentica galleria d'arte a cielo aperto, dove le pennellate verdi degli ulivi e dei vigneti si confondono con il blu del cielo che avvolge le colline umbre.
Per chi vuole scoprire l'anima profonda della città, lontano dalla folla dei grandi eventi, ecco i cinque affacci panoramici dove la storia di Perugia si fa immagine, tra tetti medievali e vedute che sembrano uscite dal pennello di un maestro del Rinascimento.

La terrazza su Viale Indipendenza
La prima terrazza è quella che fa capolino su Viale Indipendenza e si sporge verso le campagne di Assisi. Lo spettacolo? Tetti, campanili tra chiome di alberi. Se fosse un dipinto, sarebbe di Gerardo Dottori, pittore perugino, esponente del Futurismo, il maestro delle vedute aeree di Perugia, proprio come quella visibile da questa terrazza. Nei suoi quadri compaiono tetti, chiese, colline, alberi e cielo in movimento.
La terrazza del Mercato Coperto
Appena oltre il Mercato Coperto (una struttura commerciale di fine Ottocento, costruita sopra le fondamenta di un complesso romano e medievale), si apre una terrazza rivolta a oriente, verso le pendici del Colle Landone, fino al Parco di Santa Margherita.
Nel paesaggio si distinguono le linee del Subasio, i profili chiari di Assisi, i borghi di Ripa e Petrignano. In giornate particolarmente terse è possibile vedere persino le prime alture del Monte Serano. Anche qui scorgiamo il tocco di Dottori: un panorama arioso, dove città, natura e spiritualità si fondono.

Belvedere Carducci
Alla fine dell’omonimo corso, ci si ritrova ai giardini del Belvedere Carducci, un luogo mai troppo affollato, dal fascino solitario che ispirò il celebre poeta per il suo Canto dell’Amore, composto durante il soggiorno a Perugia del 1871, quando vi fu chiamato per occupare la cattedra di Eloquenza italiana all’Università degli Studi. Dal Belvedere si possono ammirare le valli, come quella umbra e quella del Tevere; i monti e le colline, come i rilievi dell’Eugubino; il miraggio lontano di Assisi e del Monte Subasio.
Se potessimo trasferire queste immagini su tela, ci restituirebbero un’opera di Pinturicchio (Bernardino di Betto): nei suoi affreschi ci sono spesso sfondi dettagliati con colline, castelli e paesaggi umbri, come nel Viaggio di Enea Silvio Piccolomini a Basilea che è possibile ammirare presso il Duomo di Siena, all’interno della Libreria Piccolomini.
Il Cassero di Porta Sant'Angelo
Il Cassero di Porta Sant'Angelo è un’imponente porta medievale che ha conservato le sue torri difensive. Il paesaggio qui sembra copiato da una scena del Signore degli Anelli: mura, torri e archi maestosi in bianca pietra calcarea creano un’atmosfera sospesa, quasi irreale: il tipo di luogo in cui ci si aspetterebbe di veder passare un cavaliere. Il Cassero si raggiunge camminando lungo Corso Garibaldi. Al termine del percorso, e una volta saliti in cima alla torre, ci si trova davanti a un portone che regala una vista mozzafiato: Perugia avvolta dalle colline, che si incendia al tramonto. E qui torna Pinturicchio, che amava negli sfondi architetture scenografiche, castelli, torri, città fortificate e paesaggi collinari.
Porta Sole
Dopo una lunga e intensa camminata lungo la scalinata di Via delle Prome, si arriva a Porta Sole, il punto più alto di Perugia… e sì, è il caso di dirlo: “il panorama merita il viaggio”. Sotto al nostro sguardo si dilata il verde della campagna umbra, che abbraccia i tetti, le mura medievali e il profilo dei quartieri di Borgo Sant'Angelo e Borgo Sant'Antonio.
Chiude questa rassegna pittorica il maestro assoluto del paesaggio umbro, il Perugino (Pietro Vannucci). Nei suoi sfondi, la campagna è spesso punteggiata da torri e case, come nella Consegna delle Chiavi a San Pietro (conservato presso la Cappella Sistina in Vaticano).
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