il personaggio
C’è un tratto che distingue Giorgio Marchesi da molti protagonisti della televisione italiana contemporanea: la capacità di imporsisenza mai alzare la voce. Nessun divismo, nessuna esposizione eccessiva, ma una recitazione misurata e intensa che negli ultimi anni lo ha trasformato in uno dei volti più apprezzati della fiction italiana. Da La sposa a Studio Battaglia, fino a Buonvino – Misteri a Villa Borghese in onda stasera su Rai 1, l’attore bergamasco si è ritagliato uno spazio preciso nel racconto seriale italiano, conquistando pubblico e critica con personaggi eleganti, tormentati e credibili.
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Nato a Bergamo il 23 febbraio 1974, Giorgio Marchesi cresce nel quartiere Carnovali e frequenta il liceo scientifico Mascheroni. Prima di arrivare alla recitazione attraversa anni fatti di studio, lavori occasionali e passioni coltivate parallelamente. Una su tutte: la musica.
Negli anni giovanili fonda infatti la band rock Taverna Marchesi, nella quale suona la chitarra, mentre il teatro comincia lentamente a diventare qualcosa di più di un interesse occasionale. Dopo un breve soggiorno a Londra, decide di tornare in Italia e investire seriamente nella formazione attoriale, frequentando corsi professionali a Padova e iniziando a lavorare con compagnie teatrali del territorio.
Prima del successo televisivo, Marchesi costruisce il proprio percorso sul palcoscenico. Tra i primi lavori importanti c’è La macchina infernale, spettacolo che segna il suo ingresso nel teatro professionale alla fine degli anni Novanta.
In quella fase fonda anche il Teatro Sghembo a Bergamo, esperienza che gli permette di consolidare un approccio artigianale alla recitazione, lontano dalle scorciatoie della popolarità immediata. Il teatro, del resto, resterà sempre centrale nella sua carriera. Negli anni Marchesi si dedica anche alla regia e agli adattamenti, come accade con il suo Fu Mattia Pascal, tratto da Pirandello e realizzato insieme alla moglie, l’attrice Simonetta Solder.
All’inizio degli anni Duemila si trasferisce a Roma e comincia a dividersi tra cinema, televisione e teatro. Sul grande schermo prende parte anche a produzioni internazionali come Mission: Impossible III e Los Borgia, oltre a film italiani molto noti come Mine vaganti e Romanzo di una strage. La televisione, però, è il luogo in cui il suo volto diventa familiare al grande pubblico. Fiction come La figlia di Elisa - Ritorno a Rivombrosa, Il bene e il male e Una grande famiglia ne consolidano la presenza sul piccolo schermo.
Negli anni successivi arrivano ruoli sempre più centrali in produzioni di grande seguito come Braccialetti rossi e Sorelle. La vera consacrazione popolare arriva però con La sposa, dove recita accanto a Serena Rossi, e con Studio Battaglia, in cui interpreta l’avvocato Massimo Munari. Più recentemente è tra i protagonisti di Buonvino - Misteri a Villa Borghese, produzione che mescola giallo e relazioni umane nel cuore della capitale.
Il successo di Marchesi passa soprattutto da uno stile recitativo riconoscibile: sobrio, elegante, mai sopra le righe. I suoi personaggi raramente cercano l’effetto immediato; funzionano invece per sfumature, tensioni interiori e presenza scenica.
Volto pulito, sguardo intenso e modi misurati lo hanno reso perfetto per interpretare uomini complessi, spesso combattuti tra fragilità e rigore morale. Una cifra che il pubblico televisivo ha imparato ad apprezzare proprio perché distante dagli eccessi e dall’esibizionismo che dominano parte dello spettacolo contemporaneo.
Anche nella vita privata Marchesi mantiene un profilo estremamente riservato. Preferisce lasciare spazio ai personaggi e al lavoro, evitando di trasformare la propria quotidianità in racconto pubblico.
Nonostante viva a Roma per esigenze professionali, l’attore conserva un legame fortissimo con Bergamo e con le proprie radici. Appena possibile torna nella sua città, tra passioni semplici e molto identitarie: la polenta e soprattutto l’Atalanta BC, squadra di cui è tifoso dichiarato.
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Dal matrimonio con Simonetta Solder sono nati due figli. Con la moglie condivide non solo la vita familiare, ma anche diversi progetti artistici. In più occasioni Marchesi si è definito un’"anima agitata": un attore che ha trovato nel mestiere il punto d’equilibrio tra inquietudine creativa e disciplina, restando sempre fedele a un’idea di recitazione concreta, rigorosa e senza scorciatoie.
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