IL CASO
"Ero la colpevole perfetta. Quella donna senza scrupoli che uccide per denaro. Se fossi stata una bella casalinga nessuno si sarebbe interessato a me. Invece ho lavorato in un night e allora sono una poco di buono. Non è così?". Queste le parole di Katharina Miroslawa sullo sgabello di Belve Crime. L'ex ballerina è stata condannata a più di vent’anni di carcere con l'accusa di aver ucciso, con la complicità del fratello e del marito, l'imprenditore Carlo Mazza, nel centro storico di Parma nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986. Davanti ai giudici, però, si è sempre dichiarata non colpevole.
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Il movente dell'omicidio del terzetto, secondo i giudici, era quello di incassare il premio della polizza di vita da un miliardo di lire stipulata da Mazza in favore di Miroslawa, la giovanissima ballerina - allora 23enne - di un night club di Modena di cui si era innamorato.
Nel confronto sullo sgabello di Francesca Fagnani, Miroslawa ha chiamato a sostegno della sua tesi alcuni elementi, a suo dire, trascurati dai giudici. Come, ad esempio, un paio di costumi da bagno acquistati in Germania che avrebbero dovuto convincere la giustizia della sua intenzione di tornare in Italia da Carlo Mazza per andare in vacanza: "Quel costume poteva essere anche una prova che io volevo davvero andare. Perché se lei legge bene le sentenze, io esisto da qualche parte perché sono beneficiaria dell'assicurazione". "No, lei esiste perché si chiama movente", ha replicato Fagnani. "Questa è la verità, - insiste Miroslawa - è quel costume da bagno. Dice molto di più di tutti questi processi!". Un'affermazione commentata dalla giornalista con un "insomma".
Miroslawa, dopo 12 anni di carcere - come riporta il Corriere della Sera -, si è trasferita a Vienna, dove lavora nel settore dei vini. Nel 2021 si è risposata con Karl Gustav.
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