Martedì 05 Maggio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

il caso

Rina Bussone, chi è l'ex compagna dell'assassino di Diabolik: dal rapporto con Calderon alla testimonianza. "La morte? Non abbasso mai la guardia"

Andrea Pescari

05 Maggio 2026, 20:13

Rina Bussone, chi è l'ex compagna dell'assassino di Diabolik: dal rapporto con Calderon alla testimonianza. "La morte? Non abbasso mai la guardia"

"Ho ammazzato Diabolik", Raul Esteban Calderon lo ha sussurrato poche ore dopo l'omicidio a Rina Bussone, al tempo sua compagna. "Parto per Roma e raggiungo Raul, lui mi porta in camera da letto, abbassa la serranda e me lo dice a bassa voce", ha detto la donna allo sgabello di Belve, ospite dello spinoff Crime del programma condotto da Francesca Fagnani su Rai 2. Fagnani sottolinea “lei continua a passare il pomeriggio con lui però, come se niente fosse, anche con momenti di intimità” e la testimone conferma: “Il danno era stato fatto, non potevo tornare indietro, tanto valeva andare avanti”.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da RaiDue (@instarai2)

Bussone, al termine della sentenza di primo grado, come ricorda Fagnani, “è stata ritenuta credibile solo in parte per alcune discrepanze” nel racconto e per il suo presunto astio nei confronti dell’allora compagno, circostanza che avrebbe potuto viziare le dichiarazioni rese. Ma qui Bussone risponde decisa a Fagnani “ho sempre avuto l'appoggio dei magistrati”. Ad ogni modo la sua testimonianza, di Rina Bussone detta Buscettina, ha contribuito ad incriminare il sicario Calderon per l'omicidio di Fabrizio Piscitelli aka Diabolik.

Chi è Rina Bussone

Mai comparsa prima, Rina Bussone, rapinatrice romana molto nota negli ambienti criminali e investigativi, per la prima volta rilascia un'intervista. Cresciuta a Roma, nel quartiere Torre Spaccata, racconta una vita segnata da un legame precoce con la criminalità: “la passione per il crimine mi ha portato ad amare le armi. Sin da piccola ho avuto una passione per le armi. Io infatti le ho sempre chiamate le mie bambine, le tenevo bene, sempre curate e pulite”.

Ha deposto il 18 settembre 2023 mattina, in videoconferenza nell'aula bunker di Rebibbia dove, davanti ai giudici della Corte di Assise, ha confermato le dichiarazioni nel processo che aveva già reso ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia a dicembre del 2021. La procura di Roma contesta all'imputato le accuse di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e detenzione abusiva di armi. "Conosceva bene il Parco degli Acquedotti, andavamo a correre anche lì. Ho riconosciuto Raul nel video dell'omicidio che mi avete mostrato, la sua maglietta, i pantaloncini e la sua postura". Con queste parole, l'ex compagna del cittadino italo argentino, ha confermato le dichiarazioni davanti ai pubblici ministeri Mario Palazzi e Rita Ceraso.

Con l'ultima domanda Fagnani chiede all'ospite inedito se ad oggi abbia paura di qualcosa o di qualcuno. "Con questi personaggi tu puoi prendere tutte le precauzioni che vuoi, ma se decidono che quel giorno devi morire, muori. Quindi non vivo nella paura perché so che può succedere, ma comunque me l'aspetto. Non abbasso mai la guardia", conclude la donna.

L'omicidio di Diabolik

Raul Esteban Calderon è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Diabolik, ex capo degli Irriducibili della Lazio. L'esecuzione di Fabrizio Piscitelli non è stata aggravata dal metodo mafioso ma solo dalla premeditazione. Lo hanno stabilito i giudici della terza Corte d'Assise di Roma che hanno condannato al carcere a vita Raoul Esteban Calderon, il cittadino argentino che il 7 agosto 2019 freddò Piscitelli con un colpo di pistola alla testa su una panchina del parco degli Acquedotti, nel quartiere Tuscolano a Roma.

La prova schiacciante contro Calderon è contenuta in un video registrato da una telecamera di sorveglianza privata che ha ripreso l'omicidio di Piscitelli e la successiva fuga del killer: l'uomo, vestito da runner, si avvicina alla vittima, seduta su una panchina, gli spara alla nuca e si allontana correndo, in direzione della telecamera di cui non sospetta l'esistenza. Tutto si consuma in una manciata di secondi che sono oggi la prova regina contro l'arrestato.

"Dall'analisi tecnica del filmato dell'omicidio - scrive chi indaga - , eseguita prima dalla polizia scientifica e successivamente dal consulente tecnico incaricato dalla procura, è emersa una chiara compatibilità tra il killer visibile nel filmato e il soggetto gravemente indiziato".

Chi è Raoul Esteban Calderon

Alias del vero nome Gustavo Alejandro Musumeci, condannato all'ergastolo per l'omicidio del noto capo ultrà laziale Fabrizio Piscitelli detto Diabolik. Di origini argentine, è nato a Buenos Aires il 30 aprile 1970. Il suo coinvolgimento nel mondo della criminalità è precoce, e inizia a compiere furti e rapine in Argentina. Si trasferisce in Italia, dove continua a commettere reati minori, fino a diventare un sicario professionista al servizio di organizzazioni criminali legate al narcotraffico romano.

Quando Francesca Fagnani domanda se il suo ex compagno “avesse messo in conto che lei avrebbe parlato” la testimone dice: “Assolutamente no. Io e Raul siamo stati complici in tutto, facevamo tutto insieme. Ci siamo tatuati i nostri occhi, io sulla mia spalla e lui sulla sua, proprio perché simboleggiava che noi ci guardavamo sempre le spalle”. E Fagnani incalza: “Lei sai di altre cose che ha fatto lui”, Bussone: “Ho condiviso tantissimi anni con Raul".

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie