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Timmy de Pizza vince "Stories on Umbria" al Tic Festival: "Fiero di dare visibilità a una regione magnifica"

Andrea Pescari

12 Aprile 2026, 18:09

Timmy de Pizza vince "Stories on Umbria" al Tic Festival: "Fiero di dare visibilità a una regione magnifica"

È Timmy de Pizza, creator umbro che vive fuori regione, il vincitore del premio “Stories on Umbria” consegnato dalla Camera di Commercio dell’Umbria al TIC Festival di Terni, nell’ambito dei TIC Awards, al cinema Politeama-Lucioli. Un riconoscimento che non premia soltanto la popolarità, ma la capacità di usare la propria forza comunicativa per dare visibilità a un territorio, renderlo riconoscibile, portarlo dentro circuiti di attenzione nuovi. A consegnarlo è stata Paola Buonomo, responsabile dei Servizi di informazione e comunicazione della Camera di Commercio dell’Umbria.

Timmy de Pizza ha spiegato bene il senso di questo legame. “La community ha reagito subito, fin dal primo video in cui ho detto esplicitamente che mi sembrava di essere umbro pur essendo dall’altra parte del mondo. Gli umbri tengono molto al proprio territorio: appena sentono nominare l’Umbria sono pronti a interagire. E sono contento di intercettare il target giusto e di portare ancora più visibilità a una regione che è davvero magnifica.” È un passaggio semplice, ma decisivo: oggi un territorio esiste anche nella sua capacità di essere raccontato con linguaggi rapidi, immediati, contemporanei.

Il premio “Stories on Umbria” si colloca dentro una strategia più ampia, e questo spiega bene il senso della presenza camerale a Terni. La Camera di Commercio dell’Umbria non è arrivata al festival per presidiare una vetrina, ma per costruire un percorso: la mattinata con gli studenti al Politeama, il confronto tra Jessica Mammoli e Bruno Gambacorta, infine la premiazione ai TIC Awards. Tre momenti diversi, ma tenuti insieme da una stessa idea: capire che cosa accade oggi nei linguaggi della comunicazione e stare lì, senza diffidenza e senza ritardo, perché è anche lì che si forma l’immagine pubblica dell’Umbria.

Il primo atto di questo protagonismo si è visto al Cinema Politeama Lucioli con “Dall’aula all’azienda: un ponte per il domani”, forse l’appuntamento che ha restituito con maggiore evidenza il valore pubblico dell’iniziativa. La sala piena di ragazze e ragazzi non era soltanto un bel colpo d’occhio. Era la rappresentazione concreta di una scommessa riuscita: portare gli studenti dentro il mondo dell’impresa non come spettatori, ma come interlocutori attivi. Il progetto dedicato alle Competenze Imprenditive Olivettiane ha coinvolto circa 150 studenti umbri, chiamati a lavorare su aziende vere, a visitarne i luoghi, a comprenderne processi e identità, a trasformare questa esperienza in video-podcast. Non una simulazione scolastica, ma un contatto diretto con la realtà produttiva.

In quella mattinata si è vista con chiarezza una delle idee più forti messe in campo dall’Ente camerale: non opporre innovazione e sostanza, ma usare i linguaggi del presente per rafforzare la comprensione del lavoro, dell’impresa, del territorio. Il podcast, e ancor più il video-podcast, non è stato trattato come un esercizio di stile, ma come uno strumento serio di osservazione e racconto. Agli studenti è stato chiesto di fare ciò che conta davvero: guardare, capire, selezionare, raccontare. Cioè costruire uno sguardo.

Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, lo afferma con chiarezza: “Per noi è stata una prima volta importante al TIC Festival, un’occasione vera per raccontare il territorio attraverso le nuove tecnologie. Abbiamo unito la promozione dell’Umbria, il premio a chi la valorizza e il progetto sulle competenze olivettiane con sei scuole e circa duecento ragazzi che hanno presentato i loro podcast. È stato un modo concreto per tenere insieme giovani, territorio e innovazione.” È una dichiarazione importante, perché chiarisce che la Camera non intende restare ai margini dei cambiamenti, ma entrare nel punto in cui tecnologia, società e linguaggi si trasformano.

Il secondo momento decisivo è stato il confronto, ideato e organizzato dalla Camera di Commercio tra Jessica Mammoli e Bruno Gambacorta, andato in scena da Mishima sul palco di Centrifuga Podcast. L’interesse dell’incontro stava tutto nella domanda che lo attraversava: come si racconta oggi un territorio senza semplificarlo, senza impoverirlo, senza ridurlo a cartolina? Da una parte Gambacorta, storico volto Rai e presidente di giuria del premio internazionale “Raccontami l’Umbria” dell’Ente camerale; dall’altra Jessica Mammoli, conosciuta come @partodallumbria, capace di costruire una narrazione immediata e riconoscibile della regione.

Non è stato il solito confronto artificiale tra vecchi e nuovi media. È stato, piuttosto, un dialogo tra due forme di autorevolezza: quella del giornalismo strutturato e quella di una comunicazione digitale capace di intercettare comunità, desideri, curiosità, movimenti reali. Ed è anche per questo che il passaggio ai TIC Awards, con la premiazione di Timmy De Pizza, è apparso così naturale. Da una parte il giornalismo internazionale di “Raccontami l’Umbria”, che il 17 aprile sarà protagonista a Perugia al Festival Internazionale del Giornalismo; dall’altra la creator economy che sa diffondere immagine, reputazione, attrattività. Non una contrapposizione, ma un doppio investimento sulla qualità del racconto.

È questo, in fondo, il tratto più interessante emerso a Terni. La Camera di Commercio dell’Umbria resta la casa delle imprese e un presidio economico e sociale della regione, ma proprio per questo sa che oggi non basta accompagnare i processi tradizionali. Occorre capire dove si spostano l’attenzione pubblica, la fiducia, il desiderio, il racconto. Occorre saper leggere i luoghi in cui il presente cambia forma. Il TIC Festival, da questo punto di vista, è stato il luogo giusto per mostrare un’Umbria che non rincorre il cambiamento, ma prova a interpretarlo.

Alla fine, il bilancio è molto positivo: un premio assegnato a chi sa dare all’Umbria visibilità nei nuovi spazi della comunicazione; un confronto centrato su come raccontare il territorio senza banalizzarlo; una platea di studenti piena e partecipe, chiamata a misurarsi con il mondo dell’impresa con strumenti veri.

Tre scene diverse, una sola linea: promuovere oggi l’Umbria significa anche riconoscere i linguaggi che la rendono visibile, credibile, desiderabile. E sapere che il futuro, prima ancora di essere annunciato, va capito.

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