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Musica

I CarroBestiame raccontano la guerra dagli occhi di una bambina: ecco Aquiloni, il nuovo singolo della band di Foligno

Il gruppo: “Vogliamo restituire la parola a chi i conflitti li subisce senza capirli. Proviamo a ritrovare l’umanità smarrita tra le macerie"

Giulia Silvestri

20 Marzo 2026, 11:00

I CarroBestiame raccontano la guerra dagli occhi di una bambina: ecco Aquiloni, il nuovo singolo della band di Foligno

I CarroBestiame, band di Foligno

Nel tempo degli orrori, il sogno della pace grida negli occhi dell’innocenza. E’ allo sguardo di Caterina, una bambina qualunque, che i CarroBestiame affidano il racconto della guerra nel loro nuovo singolo Aquiloni, in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali per Maninalto!.
Il gruppo folignate che fonde l’autenticità del cantautorato italiano con l’energia del folk rock torna ancora una volta a intrecciare sul filo delle note impegno civile ed energia musicale, raccontando la realtà con uno sguardo diretto, schietto, a partire da una delle grandi piaghe del nostro tempo. Si tratta della seconda uscita di questo 2026, dopo il singolo Stakanovista, firmata dalla band che vede schierati Giacomo Savi (voce, chitarra acustica), Federico Piermatti (chitarre, cori), Filippo Dominici (violino), Alessandro Salari (batteria) e Samuele Settimi (basso, cori). Un racconto che si snoda tra ritmi incalzanti e aperture malinconiche, e che restituisce uno sguardo sulla guerra attraverso gli occhi di una bambina, Caterina, che con i colori dell’innocenza ridisegna l’orrore dei conflitti.

La sua appare “una visione strana della vita” come cantano i CarroBestiame, dove “gli aerei e i fucili sparano le rose”, e l’unica guerra concepibile è quella fatta con i cuscini; dove le uniche ferite da curare sono quelle “procurate al parco giochi”, e in cui ogni bambino abbia a scuola “almeno un’ora d’amore”, imparando a trasformare bandiere e bastoni in aquiloni. “Ormai i conflitti sono diventati solo rumore bianco nelle nostre giornate - spiega la band - Ci stiamo anestetizzando davanti alla tragedia, ignorando che sotto le bombe restano soprattutto le persone e, tra loro, i più piccoli, costretti a subire un mondo che non hanno scelto. Aquiloni nasce dall’urgenza di fermare questa inerzia, restituendo la parola a chi la guerra la subisce senza capirla, cercando di ritrovare quel barlume di umanità che stiamo smarrendo tra le macerie”.
Il singolo confluirà - insieme ai brani in uscita nelle prossime settimane - nel nuovo album che la band è pronta a lanciare l’8 maggio, intitolato Nel tempo in cui le cose erano fatte per durare, cui si accompagnerà un tour promozionale. Il titolo è una dichiarazione d’intenti, come spiega Giacomo Savi, voce del gruppo: “L’album vuole sensibilizzare sull’obsolescenza programmata, sia nei rapporti interpersonali che della durata stessa delle cose, in una società diventata usa e getta sotto tutti i punti di vista, dove sembra che non si debba più investire nei legami o costruire”. Un album che invita a rallentare, a fermare il tempo che consuma tutto, per sollevare lo sguardo e puntarlo su una realtà che non può essere ignorata: come in Aquiloni, quella dei conflitti che attanagliano il mondo dove a pagare il prezzo più alto è soprattutto chi non ha scelto.

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