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L'intervista

Fiorello Primi: "Così sono nati I Borghi più belli d'Italia. Vi racconto i miei anni da sindaco di Castiglione del Lago"

Il presidente dell'associazione: "Approccio e visione fanno sempre la differenza"

Gabriele Burini

12 Marzo 2026, 14:53

Fiorello Primi: "Così sono nati I Borghi più belli d'Italia. Vi racconto i miei anni da sindaco di Castiglione del Lago"

Fiorello Primi, presidente de I Borghi più belli d'Italia"

Fiorello Primi - ex sindaco di Castiglione del Lago, presidente de I Borghi più belli d’Italia, una passione per il rock e la batteria - ha le idee ben chiare su come si possono realizzare i progetti, anche quelli che magari possono sembrare folli: approccio e visione fanno sempre la differenza. Lo sanno bene i suoi “concittadini” sparsi in tutta Italia, visto che l’associazione da lui presieduta conta ormai 380 realtà. Ovunque si muove, Primi è accolto come uno di casa.

- Ma quando e perché nasce l’amore per la politica?
Avevo 16 anni, era il 1966: mi trovavo in collegio a Fermo, dove c’era un movimento maoista. Noi non sapevamo cosa stesse succedendo effettivamente in Cina, ma il maoismo stava andando di moda e mi ci sono avvicinato. Ho frequentato il movimento fino al Sessantotto, sono un sessantottino non pentito, protagonista di quella stagione: c’erano le occupazioni, per due mesi ho mangiato e dormito in una scuola. Crescendo, l’estremismo fortunatamente ha lasciato il passo ai partiti istituzionali, e sono entrato nella Federazione giovanile comunista quando sono tornato a Castiglione del Lago. Sono rimasto lì.

- Quali sono le cose che l’hanno resa più orgogliosa nei suoi mandati da sindaco?
Sicuramente aver restituito il patrimonio storico-artistico più importante che abbiamo, cioè Palazzo della Corgna e la Rocca, alla fruizione del pubblico. L’abbiamo fatti diventare un’attrazione turistica fondamentale per tutto il comprensorio del Trasimeno. Altra cosa, essere riuscito a togliere la captazione dell’acqua potabile dal lago e aver portato la fornitura dell’acqua anche negli altri comuni. Terza cosa, ma non per importanza, essere riuscito a liberare l’aeroporto Eleuteri da un’occupazione che andava avanti da 30 anni.

- Quanto è cambiato il ruolo nel corso degli anni e quanto è difficile adesso fare i sindaci, sia in piccoli che in grandi comuni?
Come tutte le cose può essere facile o difficile, dipende dall’approccio. Se hai una struttura operativa sufficiente ed efficiente diventa più facile non solo nella struttura ordinaria, ma quanto nella possibilità di fare cose che vanno oltre. Io non so dire se oggi sia più facile o difficile. Dipende dall’approccio e dalla visione.

- Nel 2001 arrivano i Borghi più belli d’Italia: com’è nata l’idea?
E’ l’esempio lampante della risposta precedente. Io, da sindaco di un comune allora di 13 mila abitanti, facevo parte della consulta nazionale dei comuni turistici all’interno dell’Anci assieme anche a città più grandi. La nostra voce ovviamente non era molto sentita, così chiesi al presidente se ci potesse essere un modo per valorizzare i piccoli comuni. La sua risposta? “Vedi tu se ci riesci”. Ho conosciuto per caso Claudio Bacilieri, che continua a collaborare con noi come direttore della rivista e redattore della Guida. Lui mi disse che in Francia c’era un’associazione simile, Les Plus Beaux Villages de France. Dopo alcuni mesi, a ottobre 2001, proposi all’assemblea nazionale dell’Anci a Parma di organizzare un incontro, dove facemmo un manifesto scritto a pennarello. Si presentarono le delegazioni di un’ottantina di comuni in una stanza dove stavano strette 20 persone. Non ce l’aspettavamo e soprattutto non sapevamo cosa dire. Qualcosa ci siamo inventati (ride, ndr). Abbiamo preso spunto dai francesi, cambiando il nome da villaggio a borgo. E poi abbiamo reinvitato le persone che ci avevano lasciato il numero del fax alla sede dell’Anci a Roma, dove abbiamo iniziato a ragionare di statuto. In tre siamo andati a firmare l’atto costitutivo da un notaio e abbiamo convocato l’assemblea a Castiglione del Lago, nei primi mesi del 2002, quando sono stato eletto presidente. Per costruire la Carta di qualità per ammettere i borghi che facevano domanda di partecipazione, in quattro abbiamo prima fatto un giro per il centro di Castiglione del Lago, poi siamo andati a Panicale e a Paciano, prendendo appunti. Sono tre borghi diversi, e sulle loro caratteristiche abbiamo costruito la prima Carta di qualità. Non avevamo soldi o cose, eravamo ospiti dell’Anci che ci mise a disposizione un direttore della sua struttura. Diciamo che abbiamo iniziato un po’ all’avventura. La cosa curiosa è che poco tempo dopo la prima assemblea uscì un articolo di mezza pagina su la Repubblica, non siamo mai riusciti a capire come si sparse la notizia. Da quel momento abbiamo iniziato a ricevere molte domande. Ad oggi sono più di mille, abbiamo visitato 930 borghi, un’ottantina sono in lista d’attesa. Gli ammessi sono 380.


- Com’è cambiato il turismo nel corso degli anni? Ha notato più attenzione verso queste realtà?
E’ tutto cambiato, il classico turismo estivo non c’è più. Adesso ci sono più persone interessate al benessere, al mangiare, alle comodità e all’estrema scomodità, il turismo avventura. E poi oggi è molto importante il turismo esperienziale. L’andare in un posto più per fare che per vedere: l’importante è raccontare cose particolari ed esclusive per diventare promotori della zona visitata. Dietro a questo ci vuole un’organizzazione di destinazione che sia in grado di offrire diverse esperienze, per dar modo di diluire la vacanza nell’arco di tempo più ampio possibile. Questo permetterebbe di creare un’offerta di accoglienza e ospitalità a un livello sicuramente migliore. Nelle aree interne si deve lavorare per portare gente interessata a fare cose e creare in questo modo posti di lavoro per evitare lo spopolamento. Questa è la nuova filosofia dei Borghi più belli d’Italia: non solo promozione turistica, ma valorizzazione del territorio per contrastare il fenomeno dello spopolamento.

- Nel corso degli anni avete promosso varie iniziative: come nascono?

Il Borgo dei desideri è un’idea mia per la notte del 10 agosto. La Notte romantica invece è un’iniziativa che prende spunto da quello che si fa ancora a Brisighella, in Emilia Romagna. Abbiamo chiesto al sindaco di poter copiare l’idea: oggi è la manifestazione più importante che si fa nella federazione mondiale dei Borghi più belli della terra. Quest’anno è il 20 giugno, e ogni paese la declinerà nella propria lingua. In Umbria poi ci sono iniziative molto importanti. Il 30 maggio avremo l’assemblea nazionale a Trevi, elettiva, con oltre 600 persone. Lo stesso giorno, sempre da Trevi partirà la Mille miglia delle moto d’epoca, che arriverà a Castiglione del Lago come postazione fissa. Ci saranno un centinaio di equipaggi che dal borgo del Trasimeno gireranno Umbria, Marche, Lazio e Toscana. Infine a settembre ci sarà la 14esima edizione della Cicloturistica dei borghi più belli d’Italia, che partirà da Castiglione del Lago. Ma anche la Strasimeno di domenica scorsa fa parte di un circuito di 9 maratone che si fanno in Umbria nei Borghi più belli d’Italia. Ogni regione ha le sue iniziative particolari.

- Fuori dalla figura più istituzionale, Fiorello Primi è anche un musicista…

Sono il primo batterista di Castiglione del Lago, prima di me ci sono state solo alcune meteore (ride, ndr). Ho iniziato nel 1965 e ancora suono, faccio parte della tribute band dei Creedence Clearwater Revival.

- Da ex sindaco, non posso non chiederle un giudizio sull’attuale amministrazione comunale di Castiglione del Lago.

Penso che il sindaco e la giunta stiano facendo tutto quello che è possibile fare, compatibilmente con le risorse a disposizione, tenendo conto degli anni del Covid e delle complicanze che sicuramente sono aumentate a livello burocratico.

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