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Dalla Banca della memoria del Trasimeno ai centri di aggregazione giovanile: così è rinato Palazzo Baldeschi. E ora la Regione proroga la concessione con il Comune di Paciano

Il vicepresidente della giunta, Tommaso Bori, ha firmato il patto con il sindaco Luca Dini, per la gestione gratuita fino al 2040

Gabriele Burini

16 Febbraio 2026, 14:48

Dalla Banca della memoria del Trasimeno ai centri di aggregazione giovanile: così è rinato Palazzo Baldeschi. E ora la Regione proroga la concessione con il Comune di Paciano

E' uno dei luoghi storici più prestigiosi del comprensorio lacustre, sede del Museo della Banca della memoria del Trasimeno dal 2014 e sempre più punto di riferimento per i giovani. Per questo motivo, la Regione Umbria e il Comune di Paciano hanno ufficializzato la concessione di Palazzo Baldeschi all'ente amministrato dal sindaco Luca Dini fino al 22 giugno 2040. Una firma simbolica per dare continuità a un percorso di valorizzazione che vede l'amministrazione locale protagonista nella gestione dell'immobile seicentesco. 

La concessione, accordata a titolo gratuito, avrà una durata di quindici anni. La decisione della Regione - si legge in una nota di Palazzo Donini - nasce dal riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto dal Comune di Paciano che, dal restauro del 2004 a oggi, ha saputo trasformare il palazzo in un centro di eccellenza per la cultura ambientale e le tradizioni locali. Nel corso degli anni, l'edificio è stato oggetto di costanti cure che vanno dalla manutenzione costante con interventi sugli impianti, sistemi antincendio e accessibilità, alla valorizzazione estetica attraverso il ripristino del giardino all’italiana. Sono inoltre state allestite sale multimediali e nel 2014 è nato TrasiMemo – Banca della Memoria del Trasimeno, in collaborazione con l’Università di Perugia: un progetto questo che mira a tutelare il patrimonio culturale del territorio del lago e della sua comunitàUno spazio in cui costruire e restituire la memoria sui saperi del lavoro artigianale, agricolo ed enogastronomico, documentandone i processi culturali, le pratiche e i contesti sociali. È un museo con laboratori ed eventi, sui temi del legno, ferro e metalli, tessile e cotto del Trasimeno. 

La nuova fase della concessione punta decisa verso le nuove generazioni: il Comune ha infatti inserito Palazzo Baldeschi all'interno della strategia nazionale per le aree interne, con l'obiettivo di attivare sei centri di aggregazione giovanile. "Oggi non firmiamo solo un documento amministrativo, ma rinnoviamo un patto con il territorio - ha dichiarato il vicepresidente Tommaso Bori - La Regione ha riconosciuto una progettualità solida e lungimirante. Palazzo Baldeschi è l'esempio concreto di come il patrimonio pubblico possa diventare un'infrastruttura sociale viva, capace di contrastare lo spopolamento e offrire opportunità reali ai giovani". Dopo aver ricordato che la Regione Umbria, applicando la legge regionale n. 10 del 2018, ha optato per l'assegnazione diretta proprio in virtù della rilevanza pubblica delle attività programmate, Bori ha affermato che "la durata quindicennale dell'accordo è lo strumento necessario per dare stabilità a progetti complessi. Vogliamo che Paciano continui a essere un laboratorio d’innovazione sociale e culturale, pienamente integrato nelle politiche regionali che puntano alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraverso progetti sostenibili e che animano la comunità del territorio".
“Ringrazio la Regione Umbria e il vicepresidente Bori per la fiducia rinnovata. La concessione fino al 2040 – ha commentato in sindaco di Paciano, Luca Dini– riconosce il lavoro svolto e ci permette di guardare avanti con decisione. Palazzo Baldeschi continuerà a essere un presidio culturale e sociale, ma soprattutto un luogo per i giovani, un laboratorio di comunità e innovazione che rafforza il futuro di Paciano e del Trasimeno”.

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