curiosità
Otto milioni di dollari per 30 secondi di gloria. Proprio così, non si ferma l'ascesa continua della tariffa per mezzo minuto di pubblicità al Super Bowl, l'evento sportivo (e commerciale) più atteso dell'anno. Un incremento incontrastato che va avanti da decenni e che, per il 2026 (nella sfida tra New England Patriots e Seattle Seahawks) arriva alla soglia degli 8 milioni di dollari (6,77 milioni di euro al tasso attuale). E ogni secondo extra? Un bonus di circa 266 mila dollari. Alcuni marchi avrebbero sborsato fino a 10 milioni di dollari nell'edizione di quest'anno.
Secondo Nielsen l'anno scorso - solo negli Usa - la partita ha raggiunto i 127,7 milioni di spettatori, numeri da capogiro e record per la partita. Il picco di ascolto medio ha raggiunto i 137,7 milioni di telespettatori. Anche l'Halftime Show di Kendrick Lamar è stato il più visto di sempre. Le entrate, solo dal sistema pubblicitario, per il Super Bowl si aggirano intorno ai 700 milioni di dollari. Spesso le case pubblicitarie ricorrono a star per pubblicizzare un prodotto, fattore che fa lievitare ancora di più i costi. Sono le star del cinema e della musica i protagonisti della classica campagna pubblicitaria pensata ad hoc per il Super Bowl.
Sono già trapelati alcuni spot pensati per il Super Bowl 2026. Sabrina Carpenter ha rubato la scena con Pringles, in un esilarante debutto dove il suo “mama non mama” si fonde con il crunch delle patatine, già un tormentone sui social. Non da meno Chris Hemsworth per Amazon Alexa+, che in uno spot satirico diretto da Wayne McClammy lotta contro un’IA ribelle, cavalcando il boom dell’intelligenza artificiale. Uber Eats schiera poi un dream team con Matthew McConaughey, Bradley Cooper e Parker Posey, puntando sulla “fame da football” con teaser che fanno ridere e venire l’acquolina.
Le celebrità non si contano: George Clooney per Grubhub, Ben Affleck che revive Dunkin’ con il suo carisma da vicino di casa, e Kendall Jenner che ribalta la “Kardashian Curse” in uno spot ironico per Fanatics. Meta AI coinvolge Marshawn Lynch, iShowSpeed e Spike Lee, mentre Expedia osa con stop-motion di bambole Ken.
Brand come Squarespace, Skittles (con Elijah Wood), Pepsi Zero Sugar (Taika Waititi e orso polare in Ai), Hellmann’s (Andy Samberg ed Elle Fanning) e Bud Light (Post Malone e Peyton Manning) completano un parterre che i fan definiscono “più stellare del match”.
Popcorners (2023): Bryan Cranston e Aaron Paul riprendono i loro personaggi di Breaking Bad, Walter White e Jesse Pinkman, per un'epica pubblicità su degli snack.
Volkswagen (2013): Utilizza Star Wars con la Marcia imperiale e un bimbo travestito da Darth Vader per spiegare l'avvio da remoto della nuova Passat.
Pepsi (1992): Una bellissima e giovane Cindy Crawford si avvicina a una macchinetta per comprarsi una lattina di Pepsi. Due ragazzini la fissano magneticamente mentre sorseggia la bevanda fino a quando non si scopre che i due piccoli avevano occhi solo per la lattina.
McDonald's (1993): Niente di meno di un 1vs1 tra Michael Jordan e Larry Bird. La posta in palio? Un Big Mac.
Apple (1984): Lo spot in chiave 1984 di George Orwell - diretto dal grande Ridley Scott - è diventata una delle campagne pubblicitarie più note di sempre che, ancora oggi, fa scuola.
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