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Nicola Savino, dalla radio alla conquista di Rai 1 con Tali e Quali: vita, carriera e curiosità del conduttore

Il volto storico di Radio Deejay debutta su Rai 1 in prima serata con lo spin-off di Tale e Quale Show. E torna al Dopofestival di Sanremo 2026

Annalisa Ercolani

16 Gennaio 2026, 21:35

Nicola Savino, dalla radio alla conquista di Rai 1 con Tali e Quali: vita, carriera e curiosità del conduttore

Nicola Savino con la moglie e la figlia

A 58 anni, Nicola Savino conquista finalmente la prima serata di Rai 1. Lo fa con Tali e Quali, lo spin-off dedicato ai dilettanti di Tale e Quale Show, in onda ogni venerdì dal 9 gennaio 2026 alle 21.30. Un traguardo significativo per un conduttore che, pur essendo tra i volti più amati della televisione e della radio italiana, non aveva mai avuto l'opportunità di guidare un prime time sul primo canale della televisione pubblica. La scelta di affidare a Savino la conduzione arriva direttamente da Carlo Conti, impegnato nei preparativi del Festival di Sanremo 2026 e impossibilitato a seguire personalmente lo show come nelle edizioni precedenti. Un passaggio di testimone simbolico, suggellato dalla presenza di Conti come giudice speciale nella puntata d'esordio del 9 gennaio.

Gli ascolti della prima puntata: sfida difficile con Canale 5

La prima puntata di Tali e Quali, andata in onda venerdì 9 gennaio, ha raccolto 2.628.000 spettatori con il 16,4% di share, dalle 21:43 alle 00:11. Un risultato dignitoso ma non brillantissimo, che ha dovuto fare i conti con la concorrenza agguerrita di Canale 5, dove La Ruota dei Campioni – lo speciale del game show di Gerry Scotti – ha dominato la serata con 5.277.000 spettatori e il 25,6% di share nella prima parte (dalle 20:48 alle 22:26) e 4.090.000 spettatori con il 24,4% nella seconda (dalle 22:29 alle 23:25). Nonostante la concorrenza, l'esordio di Savino alla guida dello show è stato accolto positivamente dalla critica, con elogi per la sua conduzione leggera, ironica e capace di mettere a proprio agio i concorrenti.

Il format di Tali e Quali: regole, giuria e concorrenti

Tali e Quali è strutturato in quattro puntate: le prime tre sono eliminatorie, con 10 concorrenti a serata che imitano dal vivo artisti famosi, cantando rigorosamente live. Solo i primi due classificati di ogni puntata accedono alla finale del 30 gennaio, dove si confronteranno con i quattro campioni delle edizioni precedenti per il titolo di Campione di Tali e Quali 2026. La giuria fissa è composta da tre volti noti: Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi e Massimo Lopez, affiancati di volta in volta da un giudice speciale. Dopo Carlo Conti nella prima puntata, il 16 gennaio sarà il turno di Francesco Totti, il 23 gennaio di Orietta Berti, mentre in finale (30 gennaio) sono previsti Nino Frassica e Alessandro Siani.

Una particolarità di questa edizione è la presenza di Carmen Di Pietro come "concorrente di fantasia" nelle prime tre puntate: anche lei deve imitare un cantante diverso ogni sera, con un doppio travestimento che promette momenti surreali. Nella prima puntata, i vincitori sono stati Francesco Divito, che ha interpretato Antonella Ruggiero in "Vacanze romane" totalizzando 68 punti, e Beatrice Pezzini, che ha imitato Mariah Carey in "Hero" con 61 punti.

A differenza di Tale e Quale Show, dove i concorrenti vip vengono completamente trasformati da ore di trucco e parrucco, in Tali e Quali il casting punta su persone comuni che hanno già una somiglianza naturale con l'artista da imitare, riducendo al minimo l'intervento cosmetico. I concorrenti sono seguiti dalla squadra storica del programma: i vocal coach Maria Grazia Fontana, Dada Loi, Matteo Becucci e Antonio Mezzancella, la preparazione attoriale di Emanuela Aureli e gli arrangiamenti del maestro Pinuccio Pirazzoli.

Sanremo 2026: Savino torna al Dopofestival per la quarta volta

Ma Tali e Quali non è l'unico impegno Rai di Savino in questo inizio 2026. Il conduttore è stato scelto da Carlo Conti per guidare il Dopofestival del Festival di Sanremo, in onda dopo le serate della kermesse dal 24 al 28 febbraio 2026. Sarà la quarta esperienza sanremese per Savino, che aveva già condotto il Dopofestival nel 2016 e nel 2017 (sempre sotto la direzione artistica di Conti) e L'Altro Festival su RaiPlay nel 2020.

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In un'intervista a La Repubblica, Savino ha svelato i nomi del cast che lo accompagnerà nel Late Night Show del Festival: Aurora Leone (volto dei The Jackal), il compositore e musicista Enrico Cremonesi e il comico Federico Basso. "Sono grato e felice. Per una questione di carattere e buona disposizione all'ascolto, so che la cosa migliore è improvvisare", ha dichiarato Savino, anticipando un Dopofestival "grezzo, aperto come un happening, dove l'errore è la bellezza". Il conduttore ha ammesso candidamente di desiderare un giorno di calcare il palco dell'Ariston come presentatore del Festival: "Chi dice il contrario mente".

La carriera

Nicola Savino nasce a Lucca il 14 novembre 1967, sotto il segno dello Scorpione, da padre ingegnere foggiano e madre farmacista cosentina. Cresce però a Metanopoli, frazione di San Donato Milanese, dove il padre Francesco lavora per l'Eni. La sua infanzia è segnata da un grave incidente: a soli sette mesi di vita, durante un ricovero ospedaliero per un calo di peso, un'infermiera gli amputa per errore il mignolo della mano destra mentre cambiava la flebo, tagliando il dito insieme alla garza. "Cercarono di riattaccarmi il dito ma non ci riuscirono", ha raccontato Savino a Verissimo nel 2017, ammettendo che per i primi anni di tv questo rappresentò un complesso: "Non mi sarei mai sognato di parlarne o di fare vedere la mia mano, tanto che i primi tempi mettevo un arto finto".

La passione per la radio arriva prestissimo, trasmessa dal padre che portava a casa radio da ogni parte del mondo per lavoro. A soli 16 anni, nel 1984, Savino esordisce come speaker su Radio Sandonato, una piccola emittente locale. Nel 1989 arriva la svolta: Claudio Cecchetto lo chiama a Radio Deejay, dove inizia come regista di programmi storici come "W Radio Deejay" (condotto da Marco Baldini e Fiorello) e "Baldini Ama Laurenti" (con Marco Baldini, Amadeus e Luca Laurenti).

Nel 1996, dopo una breve parentesi a Radio Capital con Amadeus e Dj Angelo, Savino torna a Radio Deejay e affianca Linus in "Deejay Chiama Italia". Inizialmente Linus lo interpellava durante la trasmissione come "Uomo della Strada" (UDS) per avere un'opinione da ascoltatore comune sui fatti del giorno: gli scambi sono talmente riusciti che Savino diventa co-conduttore stabile dal 1999, dando vita a una delle coppie radiofoniche più amate d'Italia. Ancora oggi, a distanza di quasi 30 anni, Savino conduce "Deejay Chiama Italia" con Linus dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12, con la regia di Alex Farolfi e la collaborazione di Matteo Curti. "La radio è la mia più grande passione. Tutte le mattine, quando mi metto le cuffie in testa, non mi capacito di come possa esistere un lavoro per cui tu vieni retribuito per ascoltare musica", ha dichiarato Savino.

Autore tv e il salto alla conduzione

Parallelamente alla radio, Savino costruisce una carriera televisiva come autore: firma programmi di successo come "Festivalbar" (dal 1996 al 2004), "Le Iene" (dal 1998 al 2002, dove fa anche la voce fuori campo che introduce i conduttori), "Zelig Circus" (2003), "Zelig Off" (2004) e i Telegatti. Dal 2003 al 2009 collabora con "Quelli che il calcio" durante la conduzione di Simona Ventura, ricoprendo il ruolo di inviato e realizzando gag e servizi da diverse città italiane.

Nel 2009 passa a Mediaset, conducendo "Colorado Cafè" (edizioni 2009 e 2010) con Rossella Brescia e Dj Angelo, e "Matricole & Meteore" (2010) con Juliana Moreira su Italia 1. Torna in Rai nel 2011, sostituendo Simona Ventura alla conduzione de "L'Isola dei Famosi" quando la conduttrice vola in Honduras. Nel 2012 conduce l'intera nona edizione del reality, affiancato da Vladimir Luxuria come inviata e co-conduttrice. Seguono "Un minuto per vincere" (2012) e, dal 2013 al 2017, la conduzione di "Quelli che il calcio" su Rai 2, prima in solitaria, poi dal 2015 al 2017 affiancato dalla Gialappa's Band.

Il ritorno a Mediaset e Le Iene

Nel maggio 2017 viene ufficializzato il ritorno a Mediaset: dal 2017 al 2021 Savino è uno dei conduttori de "Le Iene", il programma che lui stesso aveva contribuito a creare come autore vent'anni prima. Inizialmente conduce la puntata domenicale con Nadia Toffa, Matteo Viviani e Giulio Golia, mentre il martedì la conduzione è di Ilary Blasi e Teo Mammucari. Dalla stagione 2018-2019, dopo l'uscita di Blasi e Mammucari, Savino diventa il conduttore titolare del martedì insieme ad Alessia Marcuzzi e alla Gialappa's Band. Lascerà il programma nel dicembre 2021, dopo quasi quattro anni consecutivi alla guida dello show.

Nel 2022 cambia nuovamente ruolo: diventa opinionista fisso de L'Isola dei Famosi su Canale 5, in coppia con Vladimir Luxuria, con la conduzione di Ilary Blasi. La coppia Savino-Luxuria viene accolta con favore dal pubblico e dalla critica, con elogi per la capacità di commentare con intelligenza ed empatia le dinamiche del reality, senza cadere nella polemica sterile. Parallelamente, Savino passa a Sky dove conduce i game show "100% Italia" e "Tris per vincere".

Vita privata: Manuela, Matilda e l'amore per la famiglia

Nicola Savino è sempre stato molto riservato sulla sua vita privata. Si è sposato per la prima volta a soli 24 anni, ma il matrimonio finì dopo poco tempo. "Loro, i miei genitori, non hanno fatto, secondo me, una buona famiglia e ho deciso di farla io. Non andò bene. Bisogna ponderarle le scelte. Il vero amore folgorante a quella età accade di rado", ha dichiarato in un'intervista a Sottovoce. I genitori di Savino si erano separati nel 1984, quando lui non era ancora maggiorenne, lasciandogli il desiderio precoce di costruire una famiglia solida.

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L'amore vero arriva con Manuela Suma, costumista per programmi televisivi, con cui Savino sta insieme da oltre vent'anni. Nel 2005, il 2 agosto, nasce la loro figlia Matilda. Solo nel 2009, dopo dieci anni di relazione, Nicola e Manuela decidono di sposarsi: "Ero memore della prima esperienza finita male", ha spiegato il conduttore. Oggi sono una delle coppie più longeve e riservate dello spettacolo italiano.

Di Manuela si sa poco: è una donna estremamente discreta, lontana dai riflettori, che condivide con Nicola la riservatezza per gli affari privati. Per il compleanno di lei, Savino le ha organizzato una festa a sorpresa indimenticabile: "Mi ha bendato, ha riunito tutti gli amici e mi ha fatto trovare Marco Masini, il mio cantante preferito di quando ero ragazza, seduto al pianoforte", ha raccontato Manuela a Vanity Fair.

Con la figlia Matilda, nata quando Nicola aveva 37 anni, il rapporto è profondo e speciale. "Non è facile avere un'altra piccola donna in casa. Perdo la pazienza ogni tanto, e ho quasi sempre torto perché bisognerebbe essere fermi, decisi, ma mantenere la calma", ha ammesso il padre. Savino ama accompagnare Matilda in vespa, anche se crescendo la ragazza ha iniziato a chiedere maggiore autonomia. La passione per la musica accomuna padre e figlia: "A lei piace tantissimo la musica ed io chiedo a lei delle dritte. Ha le antenne più attente delle mie", ha raccontato Nicola al Messaggero.

Curiosità e passioni: Inter, Milano e la fede ritrovata

Grande appassionato di calcio, Nicola Savino è tifoso dell'Inter e del Cosenza, le squadre delle città di origine dei suoi genitori. Vive a Milano, città che ama profondamente: fa jogging al mattino in Piazza Duomo e sogna di comprare casa nella zona tra via Torino e corso Magenta. Ha due sorelle più grandi, con cui – a causa della differenza d'età – non ha costruito un rapporto stretto durante l'infanzia e l'adolescenza.

In tv ha sempre amato fare lo scherzoso: quando lavorava come autore e fonico, si divertiva a "schermare" i conduttori, mandando in onda suoni o musiche buffe durante i loro interventi. Sul suo profilo Instagram, molto seguito, condivide contenuti sia professionali che privati, mantenendo però sempre una certa riservatezza sulla famiglia.

La morte della madre ha rappresentato un momento di svolta profonda: "Quando è morta sono diventato uomo, ma grazie a lei ho riscoperto la fede", ha raccontato Savino a Verissimo. Una fede che, pur non essendo ostentata, accompagna il conduttore nella sua vita quotidiana.

Il futuro: Sanremo, Rai e nuove sfide

Con Tali e Quali e il Dopofestival di Sanremo 2026, Nicola Savino si consolida come uno dei volti più versatili della tv italiana: capace di passare dal game show al late night show, dalla radio alla tv, da Mediaset alla Rai, senza mai perdere la sua cifra stilistica fatta di ironia intelligente, empatia e capacità di mettersi in ascolto. A 58 anni, dimostra che la gavetta radiofonica – quella vera, fatta di anni dietro le quinte come regista e autore – è ancora la migliore palestra per diventare un grande conduttore.

Il suo ritorno in Rai, dopo l'esperienza a Mediaset, segna una nuova fase di carriera: nel 2025 ha già condotto "Freeze" su Rai 2 con Rocío Muñoz Morales, e ora la sfida del prime time di Rai 1 con Tali e Quali rappresenta il coronamento di un percorso lungo quarant'anni. Un percorso che, come ha sempre detto lui stesso, parte e torna sempre alla radio: "La televisione per me è un effetto collaterale. Ho cominciato come autore e ho fatto per molti anni il fonico".

Mentre gli italiani lo seguono ogni venerdì sera su Rai 1 e si preparano a ritrovarlo a notte fonda durante Sanremo, Nicola Savino continua a svegliarsi ogni mattina alle 6 per andare in diretta su Radio Deejay con Linus. Perché, come ripete spesso, la radio è e resterà sempre la sua casa, il luogo dove tutto è iniziato e dove, ogni giorno, si ricorda perché ha scelto questo mestiere: per amore della musica, delle persone e della leggerezza che solo la radio sa regalare.

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