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il personaggio

Giovanni Pascoli e il matrimonio di Ida: il rapporto con la sorella e la sofferenza del poeta

Ilaria Albanesi

13 Gennaio 2026, 21:00

Giovanni Pascoli e il matrimonio di Ida: il rapporto con la sorella e la sofferenza del poeta

Un anno terribile. Così nel 1895 Giovanni Pascoli definisce il matrimonio della sorella Ida in una lettera scritta all'altra sorella, la dolce Mariù, che resterà al suo fianco fino alla morte. Datata 20 giugno 1895, al centro delle preoccupazioni di Pascoli c'è la distruzione del bel nido - che aveva ricostruito dopo la morte del padre.

"Non sono sereno. Questo è l’anno terribile, dell’anno terribile questo è il mese più terribile. Non sono sereno: sono disperato. Io amo disperatamente angosciosamente la mia famigliola che da tredici anni, virtualmente, mi sono fatta e che ora si disfà, per sempre". Un rapporto complesso quello di Pascoli con le due sorelle. Un tradimento per lui il fatto che Ida, una delle sue due angioline mie belle, avesse lasciato la famiglia. 

Il matrimonio di Ida

Ida si sposa il 30 settembre 1895 con il romagnolo Salvatore Berti. Dopo il matrimonio, che il poeta aveva contemplato e seguito sin dal 1891, il poeta vivrà mesi di enorme sofferenza per l'indifferenza della sorella Ida nei suoi confronti e per le continue richieste economiche da parte di lei e del marito, vivendo la cosa come un profondo tradimento dopo anni di sacrifici e dedizione alle sorelle, a causa delle quali il poeta aveva più volte rinunciato all'amore.

Un distacco sentito, tuttavia, anche dalla stessa Ida, che in una lettera a Maria - riportata dal Museo Casa Pascoli nella mostra Cara Du. Ida Pascoli nelle lettere ai fratelli - aveva confessato"Sono in una campagna deserta, lontana anche da Santa Giustina; la cattiva stagione mi tiene ora perfettamente sepolta. E poi non sto bene, sono avvilita più di tutto per il vostro abbandono [..]. Perché invece non me lo domandate mai se sono felice".

 

Dopo il matrimonio di IdaGiovanni rimase solo - fino alla morte -  con la sorella Mariù: "Eccoci qui noi due, il fratello rimasto il più grande e la sorella che era la più piccina, eccoci qui soli soli con non altra compagnia che un povero buon canino. La sorella era troppo misera per maritarsi, il fratello troppo tenero per darle una dominatrice nella casa che ella mi pulisce e abbellisce da tanti anni", scrive in una lettera a Notarbartolo del 1904.

Nel 1910, dopo aver ricevuto in prestito dei soldi da Giovanni, il marito di Ida partì per l'America lasciando in Italia la moglie e le tre figlie.

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