Cronaca
La vittima, Hekuran Cumani
E’ tornato libero nelle scorse settimane, Mohamed Abid, il 18enne coinvolto nella rissa in cui, il 17 ottobre scorso, era stato ucciso il giovane di Fabriano Hekuran Cumani. Abid infatti era stato arrestato a novembre perché ritenuto responsabile di avere violato gli obblighi a cui era sottoposto: il ragazzo infatti aveva il divieto di dimora nel comune di Perugia, perché indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione ai buttafuori dell’Urban del maggio scorso. Trovandosi a Perugia, fuori dal 100 dieci aveva quindi violato la misura vigente. Circa un mese fa, per i fatti dell’Urban, aveva patteggiato una pena a sei mesi di reclusione ed era stato trasferito dal carcere agli arresti domiciliari. Poco prima della fine del mese di aprile, scontato il suo debito con la giustizia, è tornato in libertà.
E da libero quindi affronterà l’ovvia richiesta di rinvio a giudizio, anche sei suoi confronti, che si attende nelle prossime settimane dopo che la procura ha chiuso le indagini per l’omicidio di Hekuran. Trascorsi infatti i venti giorni nei quali gli indagati avrebbero potuto produrre memorie difensive, o chiedere di essere sentiti, la procura procederà in questo senso. Nessuno in questo lasso di tempo, né Abid - detto Simo - né Yassin Amri hanno chiesto di essere interrogati. Per l’accusa - la titolare del fascicolo è la pm, Gemma Miliani - il responsabile del delitto è Amri, che si trova ancora in carcere da novembre dopo che, anche la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di revoca avanzata dal suo avvocato. Abid, insieme alla fidanzata, deve invece rispondere di porto abusivo di oggetti atti ad offendere, per avere avuto nella loro disponibilità un coltellaccio da cucina e minacce aggravate per avere preso parte alla colluttazione avvenuta all’uscita dalla discoteca. Oltre Amri, Abid e la fidanzata, va verso il processo anche il buttafuori del locale coinvolto nella rissa.
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