La curiosità
La modella Kateryna Romanko vive a Foligno e studia a Perugia
Vent’anni, un sorriso che buca l’obiettivo e i piedi ben piantati a terra, nonostante stia iniziando a farsi notare nel mondo della moda.
Kateryna Romanko, studentessa e modella di origini ucraine ma residente a Foligno dall’età di dieci anni, racconta la sua esperienza sul set del film Il diavolo veste Prada 2, dove ha sfilato in una delle scene di passerella.
Selezionata tra decine di candidate dell’agenzia milanese Elite per cui lavora, Kateryna ha vissuto quattro giorni nel mondo del cinema. “Al casting di settembre sono stata scelta tra una quarantina di ragazze”, racconta con naturalezza. Il set, blindatissimo, si è svolto a ottobre: “Sono stati giorni di lavoro intensi, in cui dovevamo sfilare in diverse scene. La più importante è stata quella con Lady Gaga, che cantava mentre noi eravamo sul palco”.
Un’emozione arrivata a sorpresa, come spiega lei stessa: “All’inizio non lo sapevamo. Il primo giorno abbiamo fatto le prove sulla passerella, poi ci hanno detto che ci sarebbe stata Lady Gaga a cantare”.
Nonostante la presenza di grandi star del calibro di Meryl Streep e Anne Hathaway, il contatto umano è stato breve ma significativo: “Parlare con i personaggi non era possibile per ragioni di set, ma mentre entravamo sul palco Lady Gaga era proprio dietro di noi. Le abbiamo detto ‘ti amiamo, sei bellissima’ e lei ci ha risposto. È stato un momento emozionante, anche se dovevamo restare concentrate sul lavoro”.
Kateryna ha studiato all’Istituto tecnico economico di Foligno prima di iscriversi a Scienze della comunicazione all’Università degli Studi di Perugia, e oggi vive tra l’Umbria e le passerelle milanesi.
Nonostante abbia già sfilato per brand prestigiosi come Chopard a Cannes, mantiene un approccio pragmatico alla carriera: “L’università per me è un piano B - ammette - mi interessano molto il marketing e la pubblicità, ma sfilare resta la mia priorità”. Tra un esame a Perugia e un casting a Milano, continua a coltivare il suo obiettivo più grande. Alla domanda su quale sia il sogno nel cassetto, la risposta arriva senza esitazioni: “Assolutamente Chanel. Sfilare per loro, magari in Francia, è il mio traguardo massimo”.
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