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Fresco di uscita nelle sale italiane, Il diavolo veste Prada 2, ha già battuto un record, diventando il miglior debutto dell'anno al botteghino nazionale con un esordio di 2,7 milioni di euro e oltre 341mila spettatori nella prima giornata di mercoledì 29 aprile. A 20 anni di distanza dal primo film, la domanda sorge spontanea: perché è passato tutto questo tempo? Rispondiamo a questa e ad altre curiosità, su uno dei sequel più attesi della storia del cinema.
Sebbene l'autrice Lauren Weisberger abbia realizzato un sequel del suo fortunato libro, intitolato La vendetta veste Prada, la sceneggiatura di questo nuovo film è completamente originale, probabilmente per dare maggior spazio al personaggio di Miranda, che nel romanzo sequel ha un ruolo marginale.

Il cast alla premiere di Londra.
Secondo Meryl Streep una prima idea di sequel da parte degli esecutivi della 20th Century Fox arrivò già nel 2009, ma all'epoca, sia lei, che Anne Hathaway ed Emily Blunt ritenevano improbabile lo sviluppo di un possibile secondo film, fino al 2024, quando arrivò un primo concept di Aline Brosh McKenna, sceneggiatrice del primo film.

La tre volte Premio Oscar sarebbe stata una delle ragioni per cui il film ha tardato ad arrivare. L'attrice non è un'amante dei sequel riguardo alle proprie opere. Infatti l'unico altro suo sequel Mamma Mia! Ci risiamo (2018) è stato da lei accettato solo dopo che la sua parte era stata ridotta. Sembra che ci siano voluti anni di trattative e offerte di cachet prima che Streep accettasse di tornare e la clausola più importante dell'accordo sarebbe stata il vincolo che sia Anne Hathaway, che Emily Blunt tornassero nelle rispettive parti.

Sydney Sweeney aveva inizialmente filmato un cameo nei panni di se stessa, in una scena in cui il personaggio di Emily la aiutava a vestirsi. La scena, tuttavia è stata rimossa in fase di post produzione perché non si adattava strutturalmente al resto del film.
Quando venne annunciato il sequel, il regista David Frankel aveva pensato di inserire un cameo dell'attore Adrian Grenier, che nel primo film interpretava Nate, il detestato partner romantico di Andy Sachs. L'idea era stata successivamente abbandonata per vincoli di pianificazione. Grenier, da parte sua, si è detto deluso di non essere stato contattato, pur riconoscendo l'accoglienza mista ricevuta negli anni per il suo personaggio.

Grenier sul red carpet nel 2006, accanto a Tucci, Streep, Hathaway e Blunt.
I costumi del film non sono stati realizzati dalla costumista del primo capitolo Patricia Field, ma dalla sua storica collaboratrice Molly Rogers. Rogers ha sostituito Field recentemente anche nella serie sequel di Sex and The City And Just Like That... Questo cambio creativo non è piaciuto molto agli addetti ai lavori: Michelle Lee della rivista People ha definito il guardaroba del sequel un "confusionario guazzabuglio".
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Secondo quanto affermato da Meryl Streep durante un'intervista ai microfoni radiofonici di Sirius XM, i proventi del guardaroba del film saranno messi all'asta per sostenere il Comitato per la protezione dei giornalisti, un'organizzazione non profit che si occupa di promuovere la libertà di stampa a livello internazionale.
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Questo è il primo di cinque progetti in uscita nel 2026 di Anne Hathaway. L'attrice, che ha rivelato recentemente di non aver avuto neanche un giorno di riposo da diverso tempo, dominerà il box office del 2026 con generi completamente diversi, con il film musicale Mother Mary, il thriller Verity, il film di fantascienza La fine di Oak Street e l'attesissimo kolossal Odissea.
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