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Magione

L'ultimo saluto ai gemelli Giacomo e Francesco Fierloni. La prof: "Ci avete insegnato che l’amore puro esiste"

Lacrime e dolore ai funerali

Gabriele Burini

25 Aprile 2026, 08:42

L'ultimo saluto ai gemelli Giacomo e Francesco Fierloni. La prof: "Ci avete insegnato che l’amore puro esiste"

Giacomo e Francesco ci hanno lasciato un messaggio breve, sì, ma potentissimo: ci hanno insegnato che l’amore puro esiste, e che un legame indissolubile può dare segni di positività anche in momenti di difficoltà”.

È solo al termine delle parole di Alice, professoressa e amica dei gemelli Fierloni, che la chiesa di San Giovanni Battista, a Magione, rompe il lungo silenzio di una giornata triste e dolorosa, fatta di lacrime e ricordi.

Centinaia e centinaia di persone, ieri, hanno voluto salutare per l’ultima volta i due fratelli di 22 anni morti folgorati martedì sera. Due ragazzi solari, positivi, “una cosa sola - ha aggiunto la prof - Giacomo e Francesco erano belli, vigorosi, pieni della vita che sembrava non poterli fermare. Ma la loro bellezza non stava nei muscoli e nell’energia. Stava nel sorriso perenne, nella positività contagiosa che rendeva tutto più leggero. Essere due ragazzi per bene oggi sembra una definizione troppo semplice. Ma per loro era una missione quotidiana. Ci hanno dimostrato che l’unione fa davvero la forza, necessaria per affrontare il mondo a testa alta”.

Oggi il dolore punge, ma non possiamo permetterci di restare solo nel pianto - conclude l’insegnante - Dobbiamo a Giacomo e Francesco la gratitudine di averli avuti. Loro ci proteggono da lassù, e il modo migliore di onorarli è di raccogliere il loro testimone. E allora oggi proviamo a fare quello che avrebbero voluto loro: strappiamo un sorriso. Se chiudo gli occhi, caro Luca (ndr), non riesco a immaginarli tristi. Li vedo insieme come sempre, su quel furgone bianco, col finestrino abbassato e il braccio fuori. Con l’aria sorniona di chi la sa lunga, e il clacson strombazzante che annuncia il loro arrivo. ‘Oh Alì, oh Lu, arrivamo’. Me li immagino così, a correre per le vie del cielo, pronti a combinare qualche altro disastro dei loro. Giacomo e Francesco, noi siamo qui con il naso all’insù, cercando di essere all’altezza della vostra purezza. Ciao Gemelli”.

Prima dei ricordi, un silenzio difficile anche solo da raccontare. Il dolore di una comunità intera, le serrande dei negozi abbassate, le lacrime di amici e parenti che ancora stentano a credere a una tragedia che ha scosso tutta la cittadinanza. Ai funerali erano presenti, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, il prefetto di Perugia, Francesco Zito, i sindaci dei comuni lacustri Massimo Lagetti (Magione), Matteo Burico (Castiglione del Lago), Sandro Pasquali (Passignano sul Trasimeno) e Luca Dini (Paciano), il capitano della Compagnia dei carabinieri di Città della Pieve, Riccardo Bevilacqua, la Misericordia di Magione e la prima squadra dell’Asd Castiglione del Lago.

L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Ivan Maffeis, nel corso dell’omelia si è stretto alla famiglia dei gemelli, in particolare il papà Giorgio e la mamma Roberta. “Queste morti hanno sbriciolato via tante cose: attese, sogni, speranze. È un momento drammatico. Davanti a questa tragedia, ogni nostra parola rischia di risultare banale. In faccia alla morte che si impone, lasciandoci impotenti, sappiamo che non saranno le nostre parole ad accorciare la distanza e a ricoprire l’assenza. Non saranno le nostre parole a rischiarare la notte che rischia di avvolgere il cuore e la mente della famiglia e della comunità. Noi siamo qui perché intuiamo che c’è qualcosa oltre questa cronaca così tumultuosa, che troppe volte dobbiamo affrontare. C'è un qualcosa, in un momento di dolore lancinante come questo, che lascia intravedere la vita delle cose. La nostra numerosa presenza, nel silenzio, dice solidarietà nel dolore”.

Maffeis parla di un “vento impetuoso” abbattutosi sulla famiglia di Giacomo e Francesco, che ha distrutto “i progetti più belli e più giusti. Affidiamo Giacomo e Francesco a un altro vento che la grande tradizione cristiana chiama Spirito Santo, che dia una risposta agli interrogativi più profondi in merito al senso della nostra vita e alla sorte delle persone che abbiamo amato e che siamo costretti a lasciare andare”.

A parlare è stato anche il sindaco Massimo Lagetti, che ha voluto portare i ringraziamenti di mamma Roberta e papà Giorgio: “La vicinanza che è stata espressa in questi giorni tremendi è stata una risposta importante che ha dato questa comunità. Io conoscevo bene i due ragazzi e la famiglia. Giacomo e Francesco erano straordinari, credetemi, per l’età, per quello che ci hanno dimostrato. Qualsiasi termine è abbastanza superfluo”.

Dopo la messa, i carri funebri con le bare dei due gemelli hanno raggiunto piazza Mazzini, scortati da centinaia e centinaia di amici di Giacomo e Francesco, tra lacrime e dolore che forse solo il tempo riuscirà a risanare.

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