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Cronaca

Giacomo e Francesco, una vita insieme: dalla scuola al calcio, dal lavoro alla caccia. Tutti piangono i gemelli morti folgorati a Magione

I fratelli Fierloni erano uno l'ombra dell'altro

Gabriele Burini

22 Aprile 2026, 23:28

Giacomo e Francesco, una vita insieme: dalla scuola al calcio, dal lavoro alla caccia. Tutti piangono i gemelli morti folgorati a Magione

Francesco e Giacomo Fierloni nella foto postata dal Ventinella su Instagram

La passione per il calcio e per la caccia, il lavoro fatto con dedizione e impegno, come se 22 fossero gli anni di esperienza e non l’età. Giacomo e Francesco Fierloni avrebbero il loro 23esimo compleanno tra un mese esatto, il 23 maggio. Nati nel 2003, erano da sempre l’uno l’ombra dell’altro. Dalla scuola al calcio, dal lavoro alla caccia. Chi li conosce non li aveva mai visti separati. Il settore giovanile fatto insieme al Ventinella (“Correte insieme, ancora una volta. Ciao Gemelli”, il ricordo su Instagram della società di Soccorso di Magione), le lunghe giornate passate a bordo campo a Sanfatucchio e a Castiglione del Lago, dove la mamma Roberta era diventata un punto di riferimento della società sportiva aiutando, tra le altre cose, anche al bar, e dove tantissimi ragazzi li hanno visti crescere mentre facevano il tifo per loro. E ancora, la passione per i colori biancoblù del Rione Caserino: “Non esistono parole per colmare questo vuoto. Restano i vostri sorrisi e i ricordi più belli. Volate alto, splendete anche da lassù come avete sempre fatto qui”, è scritto su Facebook. Le superiori le avevano frequentate a Castiglione del Lago, e proprio l'Istituto Omnicomprensivo Rosselli-Rasetti ha espresso cordoglio sui social: "In questo momento di profondo dolore, ricordiamo con grande affetto Francesco e Giacomo, studenti della classe 5AP 2021/22, scomparsi improvvisamente a causa di una terribile fatalità. Il loro ricordo resta vivo tra i banchi di scuola che hanno condiviso, nei sorrisi, nei momenti di crescita e nelle esperienze vissute insieme. La loro presenza ha lasciato un segno sincero in tutti noi". Dopo la scuola, la scelta di seguire le orme del padre Giorgio e lavorare assieme a lui e allo zio Fabrizio nell’azienda termoidraulica di famiglia. Adesso, invece, non restano che le lacrime.

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