Cascia
Sono intervenuti i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cascia
Archiviate le accuse di abuso edilizio e falso contestate a vario titolo alle quattro persone denunciate nel maggio scorso dai carabinieri forestali dopo un blitz nel cantiere per la costruzione di un'abitazione su un terreno gravato da uso civico ricadente nel territorio comunale di Cascia. Nell’informativa inviata a seguito del controllo alla Procura di Spoleto, i carabinieri forestali segnalavano anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale per uno dei quattro indagati, accusa che l’autorità giudiziaria non ha mai contestato non ravvisandone gli estremi.
Con decreto disposto ormai diverse settimane fa, ma diffuso soltanto ieri da uno dei quattro coinvolti, il gip Maria Silvia Festa ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Spoleto, secondo cui non sussiste l’elemento soggettivo in relazione ai reati ipotizzati di abuso edilizio e anche di falso, per il quale si procedeva a carico di un tecnico, perché gli indagati hanno verosimilmente agito in buona fede.
All’origine della vicenda c’è la donazione tra familiari di un terreno effettivamente gravato da uso civico, vincolo che però non era emerso in sede di rogito, quando il donante si era limitato a richiamare una certificazione rilasciata nel giugno 2019 dal Comune di Cascia. Il documento è risultato errato e, per la Procura di Spoleto, c'è verosimilmente questo atto alla base delle illegittimità rilevate nel maggio scorso dai carabinieri forestali, ma commesse in buona fede dai coinvolti. Accuse archiviate.
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