Cronaca
La donna aveva abbandonato la casa per paura
In un’occasione l’aveva presa a bastonate colpendoli così forte da romperle un braccio. Ma era stato solo uno dei troppi episodi di violenza a cui aveva sottoposto la moglie. Stando al capo di imputazione l’uomo - allontanato dalla casa familiare e in attesa di processo - avrebbe “aggredito fisicamente sferrando calci e pugni la moglie, specialmente sull’addome con schiaffi e tirate di capelli e le lanciava contro oggetti”. Le violenze andrebbero avanti da 18 anni, ovvero dalla nascita del primo figlio e nel corso del tempo l’uomo - accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni - l’avrebbe anche minacciata di ogni male: “Le diceva che l’avrebbe buttata dal balcone e che le avrebbe tagliato la testa” sta scritto agli atti che, nei mesi scorsi, hanno portato la pm Laura Reale, a chiedere - e ottenere - dapprima l’emissione del divieto di avvicinamento alla donna e ai loro due figli e poi il giudizio immediato.
Dopo la richiesta di immediato, l’uomo - un 45enne di origine moldava - tramite il suo precedente legale ha avanzato la richiesta di rito abbreviato, che in caso di condanna gli varrebbe lo sconto di un terzo della pena. La scorsa settimana, l’avvocata Giuliana Astarita, che assiste la donna e i figli, costretti a scappare di casa per mettersi in salvo, era pronta a costituirsi parte civile ma l’udienza è stata rinviata per l’impedimento del difensore dell’imputato.
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