Cronaca
Una guardia giurata davanti al Postamat fatto saltare in aria
Erano passate da poco le quattro di notte quando un forte boato ha svegliato tutti i residenti del civico numero 15 di via Isonzo a Ponte Valleceppi. Una banda di ladri aveva appena fatto saltare in aria il Postamat dell’ufficio postale: in molti si sono affacciati a balconi e finestre e hanno visto coi loro occhi questi quattro uomini incappucciati che si muovevano in tutta fretta per portar via quello che sembra essere un maxi bottino. I ladri infatti, che non hanno scelto un giorno qualsiasi per entrare in azione ma hanno atteso la prima sera di un lungo ponte, hanno portato via una cifra che si aggira attorno ai 190 mila euro. Ovvero più o meno tutto quello che era stato lasciato all’interno dello sportello automatico in vista del ponte di Pasqua. Ogni fine settimana gli Atm vengono riforniti di banconote, ma alla vigilia di un periodo festivo così lungo, la cifra può essere stata anche superiore al normale.

La banda non ha scelto solo una data specifica, ma anche un obiettivo. Quello di Ponte Valleceppi infatti è uno sportello bancomat sfornito del dispositivo di sicurezza che macchia le banconote proprio in caso di furto. Per cui, qualora, come poi effettivamente è accaduto, i ladri fossero riusciti a far saltare in aria lo sportello e portare via i soldi, avrebbero avuto da spartirsi un bottino ingente. Nemmeno le telecamere presenti - una panoramica piazzata esattamente sopra al Postamat e altre in zona - li hanno preoccupati: il furto - spettacolare nei modi e nel trambusto creato - è durato una manciata di minuti ed è stato interamente ripreso dagli occhi elettronici della videosorveglianza. Le riprese, già acquisite dalla polizia, sono al vaglio degli agenti della squadra mobile della questura di Perugia che indaga sul caso. E lo sono anche in relazione agli altri colpi avvenuti negli ultimi 10 giorni. Non può infatti essere solo un caso che in così poco tempo ci siano stati quattro assalti pressoché identici, con la sola differenza che due sono riusciti e altri due sono rimasti tentati.
Il primo era stato alla filiale del Monte dei Paschi di Siena di Strozzacapponi il 25 marzo: i banditi hanno fatto saltare in aria il bancomat, creando tra l’altro innumerevoli danni anche all’interno della filiale, senza portar via nulla. Sempre quella stessa notte, poco dopo, e pochi chilometri più a sud, in direzione Roma, ne è stato tentato un secondo. Ma in questo caso i ladri non hanno nemmeno provato a far saltare in aria lo sportello: hanno sfondato a picconate la vetrata di un bancomat a Deruta per entrare nello spazio dedicato all’Atm, si sono probabilmente resi conto che non c’era possibilità di farlo saltare con la tecnica della marmotta - utilizzata in tutti i casi - e hanno ripiegato senza un centesimo. Dopo una settimana esatta è toccato al Postamat di Bosco e stavolta l’assalto è riuscito: il bottino, secondo quanto emerso, non è stato ingente come quello della notte scorsa. Ma i danni sì: a causa dell’esplosione la filiale è stata chiusa e i dipendenti momentaneamente spostati nell’ufficio di Ponte Valleceppi.
Il modus operandi e altre analogie - tra cui l’automobile sportiva di colore bianco - lasciano ipotizzare che a entrare in azione possa essere la stessa banda, forse modulare, che agisce con più o meno soggetti in azione e si adegua alle situazioni.
La notte scorsa infatti, nonostante l’esplosivo piazzato sulla lastra di ferro - che viene introdotta nella fessura di erogazione del denaro - le banconote non sono state immediatamente prelevabili. Così i ladri hanno rubato una Fiat Panda bianca, parcheggiata a meno di 200 metri dalla Posta e l’hanno usata come ariete per sfondare le porte in vetro di quell’accesso laterale per poter entrare e portar via direttamente la cassa in cui erano custoditi i contanti. ”Io - racconta un residente del palazzo - mi sono svegliato per il rumore fortissimo, nonostante il sonno profondo, mi sono spaventato. Sono corso in balcone e mi sono reso conto di quello che stava succedendo. Allora sono tornato a prendere subito il telefonino, ho fatto delle foto e ho visto coi miei occhi la Panda e questi quattro uomini incappucciati che portavano via qualcosa di pesante caricandolo su un’altra macchina, ho immaginato che potesse essere la cassaforte”.

Il grande scompiglio creato dalla banda ha svegliato mezzo quartiere e al 112 sono arrivate diverse richieste di aiuto: sul posto, nel giro di pochissimo tempo sono arrivati gli uomini della vigilanza armata e soprattutto la polizia con squadra mobile, squadra volante e scientifica. Oltre al Postamat sventrato gli agenti hanno trovato anche l’auto rubata, lasciata lì coi fari accesi, immediatamente rimossa e sequestrata per tutti i rilievi scientifici. Anche sul posto gli accertamenti sono andati avanti a lungo, e ieri l’ufficio postale è rimasto chiuso. Oltre allo sportello disintegrato infatti, anche all’interno la carica esplosiva ha causato danni agli arredamenti, alle porte, alle vetrate e agli infissi. Nel corso della mattinata, una volta terminati i rilievi della scientifica, alcuni operai hanno montato delle lastre di metallo poste a chiusura dello sportello fatto saltare in aria e delle vetrate mandate in frantumi. La caccia alla banda dei bancomat è aperta.
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