Eccellenza
Il team di RF Microtech
C’è anche tecnologia umbra in orbita con Celeste, la missione dimostrativa dell’Agenzia spaziale europea dedicata alla navigazione satellitare in orbita bassa, un ambito sempre più strategico per migliorare precisione e affidabilità dei servizi di posizionamento. Nel payload del satellite sono integrate soluzioni sviluppate da RF Microtech, azienda di Perugia specializzata in componenti e sottosistemi a radiofrequenza per applicazioni aerospaziali.
“Siamo orgogliosi di vedere la nostra tecnologia operare nello spazio nell’ambito di una missione europea così strategica - ha dichiarato Luca Pelliccia, head of space division dell’azienda - La progettazione di filtri RF completamente custom per questo payload dimostra la nostra capacità di sviluppare componenti ad alte prestazioni per applicazioni spaziali avanzate e di contribuire a programmi di grande rilevanza tecnologica per l’Europa”.
Fondata nel 2007 dal professor Roberto Sorrentino, scomparso nel 2020, RF Microtech sviluppa soluzioni avanzate a radiofrequenza e microonde per i settori spazio, satcom e avionica. L’azienda progetta e realizza antenne, filtri e dispositivi RF attivi e passivi, seguendo l’intero processo: dalla progettazione su misura alla produzione. Ha sede a Sant’Andrea delle Fratte e conta 35 collaboratori.
RF Microtech fa parte, inoltre, di Umbria aerospace cluster, un consorzio costituito nel 2008 che riunisce quaranta aziende umbre appartenenti alla filiera di aerospazio e difesa, contribuendo allo sviluppo di competenze e sinergie a livello territoriale. Con questa missione, l’azienda conferma il proprio ruolo nello sviluppo di tecnologie RF per applicazioni spaziali avanzate, contribuendo alla realizzazione di sistemi sempre più affidabili per comunicazioni e navigazione satellitare.
Nel dettaglio, per la missione Celeste RF Microtech ha realizzato tre filtri a radiofrequenza su misura: due in banda L e uno in banda S, frequenze comunemente utilizzate per applicazioni satellitari perché garantiscono un buon equilibrio tra copertura, penetrazione del segnale e resistenza alle interferenze. Si tratta di componenti chiave per la gestione e la selettività dei segnali, in grado di filtrare le frequenze operative del payload, ridurre le interferenze e garantire qualità e integrità delle comunicazioni. L’integrazione di filtri ad alte prestazioni è essenziale per il corretto funzionamento dei sistemi RF di bordo, soprattutto in missioni dimostrative finalizzate a validare nuove tecnologie in condizioni operative reali.
Il programma Celeste prevede 11 nanosatelliti per testare soluzioni innovative di navigazione in orbita bassa terrestre, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni in ambienti difficili – come aree urbane dense, vegetazione fitta, regioni polari e spazi chiusi – in modo complementare al sistema europeo Galileo. L’uso della bassa orbita terrestre rappresenta infatti una delle principali direttrici di sviluppo per i futuri sistemi di navigazione, grazie alla maggiore vicinanza alla superficie terrestre.
Dopo un rinvio per maltempo, il lancio è avvenuto il 28 marzo dalla base di Māhia, in Nuova Zelanda, con un razzo Electron di Rocket Lab. Il programma, avviato nel marzo 2026, punta a rafforzare i futuri sistemi europei di navigazione satellitare. “Con questa missione stiamo esplorando nuove frontiere della navigazione satellitare”, ha dichiarato il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy