Cronaca
Uno dei manuali del 17enne
“Io quando sarò in quinta replicherò la Columbine”. Era il 25 luglio 2024 e non era la prima volta che il 17enne (allora 15enne) manifestava l’intenzione di voler “fare una strage” a scuola. Solo tre mesi prima in una chat con altri 29 utenti infatti aveva scritto: “Magari un giorno faccio una sparatoria e poi mi ammazzo”. Sempre quello stesso giorno, aveva aggiunto: “Però devo ancora decidere il posto dove fare la sparatoria prima di andarmene”. Ai primi di agosto, quel posto sembrava essere stato individuato: “Sono libero di comprare la maglietta con Natural Selection e andare a fare una sparatoria al liceo artistico di Pescara”. E’ anche per questi messaggi, considerati dagli inquirenti “elementi concreti per la manifesta progettualità di compiere atti violenti” che integrano dunque una “pericolosità sociale” che un 17enne, originario di Pescara, è stato arrestato dai carabinieri dei Ros ieri mattina a Umbertide, dove viveva da meno di un anno con la famiglia, con le accuse di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e detenzione di materiale con finalità terroristiche.

Il minorenne era già stato perquisito a luglio scorso su delega della Dda di Brescia con accuse molto simili: faceva parte di gruppi Telegram neonazisti, neofascisti e suprematisti in cui si inneggiava alla sostituzione etnica con la razza ariana, che nelle chat veniva chiamato “etnostato bianco”. Un universo di violenti invasati e pericolosi in cui Anders Behring Breivik e Brenton Harris Tarrant, i responsabili delle stragi di Oslo, Utoya e Linwood, erano definiti “santi” e i due studenti che nel 1999 fecero fuoco alla Columbine High School in Colorado, esempi da prendere a modello. Dopo quella prima perquisizione, gli inquirenti, oltre ad analizzare il contenuto di telefoni cellulari e del pc, avevano messo sotto controllo i suoi account, nonostante, come emerge dagli atti dell’inchiesta, avesse cambiato password.
E proprio nel prosieguo delle indagini, i carabinieri del Ros hanno scoperto che il 17enne - frequenta la terza liceo di una scuola della provincia - seguiva e propagandava anche teorie “incel” (involuntarily celibate, involontariamente celibe) che promuovono il maschilismo e la misoginia, esaltando assassini e stupratori del calibro di Filippo Turetta e Angelo Izzo.
Non solo, i militari hanno anche appurato che il minorenne era in contatto diretto, tramite piattaforme social, con il capo della formazione neonazista “Werwolf division”, poi rinominata “Divisione Nuova Alba” che promuoveva la propaganda di pratiche sataniste attraverso l’eliminazione sacrificale di persone ritenute “appartenenti a categorie inferiori”. Quella chat era stata disarticolata da un’operazione della Polizia di Stato del 2024 e il 17enne, evidentemente consapevole delle azioni che stava commettendo, aveva scritto ai contatti più stretti che stava “ripulendo Telegram”. “Io c’ero - diceva - io ero proprio nel gruppo, cercate Werwolf division su Google, hanno arrestato LVX, sono ex militanti di Ordien nuovo, la Digos ha il potenziale per creare un caso mediatico, domani mi irrompe in classe”. E sulle chat ripulite aggiungeva: “A parte i meme ho levato le cose compromettenti”.

Quello che ha preoccupato gli inquirenti, tanto da portare alla richiesta di una misura di custodia cautelare in carcere - ieri il 17enne è stato trasferito nell’Istituto penale minorile di Firenze - erano anche altri elementi: non solo propositi e propaganda, ma anche detenzione di veri e propri manuali di fabbricazione di armi di diverso tipo che lui stesso inviava ad altri coetanei. Tanto che, all’alba di ieri mattina, oltre al suo arresto a Umbertide, sono state eseguite anche altre sette perquisizioni, in casa di altrettanti minorenni, tra Teramo, Pescara e Bologna. In particolare, nei suoi account e nelle chat di cui faceva parte, una chiamata “Libreria” che lui stesso aveva aperto, promuoveva la condivisione di guide pratiche, con tanto di disegni, per la fabbricazione a casa di armi come una pistola mitragliatrice 9 mm che, per gli inquirenti “può essere facilmente costruita con materiali comunemente reperibili, senza l’utilizzo di macchinari complessi come torni o fresatrici e può essere realizzata da praticamente chiunque in circa una settimana”.

Ma nella sterminata libreria dell’orrore c’erano anche altri titoli: Home workshop prototype firearms, Cia, explosives for Sabotage e pure The anarchist Cookbook. Senza contare che in quella stessa chat aveva condiviso la formula chimica e le relative istruzioni per creare il pericolo esplosivo Tatp. “Al ragazzo - dichiarano gli avvocati del giovane, Angelo Pettinella e Italo Colaneri - sono state ascritte delle contestazioni che per la vita che conduce, l’affezione familiare ed il grado di scolarizzazione, sono certamente enfatizzate rispetto ai reali accadimenti che, a breve, innanzi all’Autorità Giudiziaria, verranno chiariti e ridimensionati nel contraddittorio delle parti”. Nei prossimi giorni verrà fissato l’interrogatorio di garanzia, intanto però, il gip del tribunale dei minori de L’Aquila, ha sposato la tesi del procuratore dei Minori, David Mancini, che ritiene il giovane inserito in una “potenziale minaccia accelerazionista strutturata in maniera fluida, con finalità sovversiva dell’ordine democratico i cui membri sono in contatto tramite circuiti online”. Per l’accusa il 17enne deve stare in cella per “prevenire possibili annunciate azioni terroristiche”.
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