CRONACA
E’ stata eseguita ieri all’istituto di medicina legale di Tor Vergata l’autopsia sui cadaveri di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, gli anarco insurrezionalisti di 36 e 53 anni morti giovedì scorso nell’esplosione del casale del Sellaretto nel parco degli Acquedotti a Roma. Secondo quanto emerge, dall’esame medico legale sarebbe sostanzialmente emersa una conferma di quanto già ricostruito dagli agenti della polizia scientifica intervenuti sul posto: a maneggiare l’esplosivo era Mercogliano, mentre Sara Ardizzone no. Entrambi sono morti sul colpo, al momento dell’esplosione, lui sfigurato dall’ordigno che stava maneggiando, lei schiacciata dal crollo del tetto del casale. Sull’orario - il cui range verrà maggiormente circoscritto grazie agli ulteriori accertamenti - al momento l’indicazione è quella della notte precedente al ritrovamento. Come raccontato quindi da uno dei testimoni che aveva detto di aver sentito un boato.
Intanto ieri il ministro dell’Interno, ha riferito al question time alla Camera: “Nel pieno rispetto del riserbo che le delicate indagini in corso impongono, le prime ricostruzioni sembrano ricondurre l'episodio a metodologie operative tipiche degli ambienti anarco-insurrezionalisti, che usano approcci tradizionali, ben distinti da fenomenologie terroristiche di altra matrice”.
E ancora: “La gravità dell'episodio avvenuto nel casolare del parco degli Acquedotti ha imposto una risposta istituzionale immediata e decisa. Le Forze di polizia e il sistema di intelligence operano in piena sinergia, con uno sguardo costantemente puntato su uno scenario sempre più complesso. Per questo la nostra risposta non è statica: viene modulata, aggiornata e potenziata in tempo reale, seguendo l'evolversi dello scenario”.
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