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Cronaca

Cantone è il nuovo procuratore di Salerno: lascerà Perugia

Il procuratore capo di Perugia, già presidente di Anac, ha diretto l'ufficio umbro dal giugno 2020

Francesca Marruco

25 Marzo 2026, 17:28

Cantone è il nuovo procuratore di Salerno: lascerà Perugia

Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone

Raffaele Cantone è il nuovo procuratore di Salerno. La sua nomina è stata votata oggi pomeriggio dal plenum del Csm con quattro astensioni. Cantone, già presidente di Anac, guida la procura di Perugia da giugno 2020.

Aveva presentato domanda per la guida della procura di Salerno dopo aver ritirato lo scorso anno quella per Napoli Nord. Il procuratore non ha mai nascosto nell'ultimo periodo di voler far ritorno in Campania dove ha iniziato la sua carriera. La proposta per la sua nomina era stata votata all'unanimità dalla Commissione incarichi direttivi e proprio nel documento viene ripercorso "l'articolato e completo percorso professionale". 

In particolare, "dal 16 settembre 1992 al 24 febbraio 1996 ha prestato servizio presso la Procura della Repubblica presso la Pretura circondariale di Napoli, assegnato a sezione che si occupava di criminalità comune. Ha istruito numerosi processi riguardanti diverse tipologie di reato dalle usure, alle ricettazioni (anche nel settore delle opere d’arte), alle truffe, agli omicidi colposi (in particolar modo con riguardo alla colpa professionale). Dal 25 settembre 1996 al 17 ottobre 2007, presso la Procura della repubblica presso il Tribunale di Napoli, è stato assegnato, in un primo momento, alla sezione criminalità economica e finanziaria; in tale sezione si è occupato di indagini riguardanti reati tributari, societari, bancari e fallimentari. Ha coordinato le nvestigazioni di importanti procedimenti che in quel periodo venivano istruiti dall’ufficio inquirente napoletano, relativi ai reati societari e bancari commessi dagli amministratori e sindaci di istituti bancari (in particolare, relative al Banco di Napoli e al Banco popolare di Bari) o di società assicurative (in particolare si ricorda il procedimento contro i vertici dell’assicurazione di diritto greco denominata Themis); dal 1999 assegnato alla DDA dove si è occupato soprattutto dei gruppi camorristici operanti nel casertano; ha istruito processi riguardanti tutti i reati di competenza della sezione specialistica, ha seguito le collaborazioni di alcuni importanti testimoni di giustizia e soprattutto di numerosissimi collaboratori di giustizia ed ha coordinato le indagini relative alla latitanza dei principali soggetti operanti nel contesto territoriale (Schiavone Francesco di Luigi, Iovine Antonio, Zagaria Michele e numerosi altri); ancora, ha coordinato le indagini relative alle infiltrazioni dei predetti gruppi nell’Italia del Nord (in particolare, in Emilia, nel Lazio e nel Veneto) e al riciclaggio e reimpiego dei capitali mafiosi all’estero (in particolare, in Inghilterra, Scozia, Germania, Ungheria e Polonia); ha istruito numerosi processi riguardanti le infiltrazioni delle organizzazioni malavitose nelle amministrazioni locali, occupandosi, altresì, delle collusioni con esponenti delle forze dell’ordine e di altre istituzioni pubbliche ed ha avviato, infine, i principali filoni di indagine relativi alla infiltrazione del gruppo camorristico casalese nel settore dell’emergenza dei rifiuti; ha partecipato, inoltre, a numerosissimi dibattimenti dinanzi il Tribunale e la Corte di assise soprattutto di S. Maria Capua Vetere ottenendo condanne anche all'ergastolo per tutti i più importanti vertici del sodalizio camorristico dei casalesi". 

Dal 2014 al 2019 è stato presidente dell'Anac e dopo un secondo periodo al Massimario della Cassazione è diventato procuratore capo a Perugia. "Dal 29 giugno 2020  - si legge ancora nel documento - è Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia. L'ufficio giudiziario in questione ha una particolare rilevanza, in relazione alla sua competenza ex art. 11 c.p.p. sui reati commessi da magistrati e/o in danno di magistrati del distretto di Corte di Appello di Roma e nel periodo di interesse l’ufficio si è occupato di delicate e significative indagini, che hanno avuto anche grande attenzione mediatica (a titolo esemplificativo si citano le indagini su un ex consigliere del CSM, su la loggia paramassonica cd Ungheria, quella sugli accessi abusivi alle banche dati pubbliche)".

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