Cronaca
Lo schema, di fondo, è sempre quello. Un metodo Ponzi declinato all’infinito con nomi e annunci diversi e sempre più credibili che poi, puntualmente, si rivelano vere e proprie truffe. Lo scorso anno gli effetti della mega truffa delle criptovalute “2139” si erano diffusi a macchia d’olio anche in Umbria. Adesso, nuovi truffati da un altro sito sono pronti a chiedere aiuto alle autorità competenti, sempre che non lo abbiano già fatto, dopo aver perso cifre importanti.
Si parla di centinaia di migliaia di euro investite in criptovalute online con la prospettiva di ingenti guadagni e, come sempre accade in questi casi, non solo la maggior parte delle persone coinvolte non guadagna un centesimo, ma perde anche tutto quello che aveva precedentemente investito, magari bruciando i risparmi di una vita. Secondo quanto pubblicato da un sito specializzato, Decripto.org questa nuova truffa si baserebbe sull’accostamento di una sedicente società intermediaria, che finge di avere un collegamento con una piattaforma di alternative trading effettivamente esistente. “L’apparente collaborazione - sta scritto nel sito specializzato - resta una costruzione narrativa: nel registro viene citata solo una delle due. Eppure, nella comunicazione italiana, le due entità vengono accostate per generare fiducia”. E ancora: “Il nome D810 Circolo Crescita Patrim. collegato al sito Pascalpost.com non compare in alcun registro ufficiale italiano o internazionale. Non è presente tra le società iscritte alla Camera di Commercio, né tra gli intermediari vigilati da Consob. Nessuna licenza, sede, o riferimento societario verificabile”.
Nel sito in precedenza erano stati pubblicati nomi, foto e presunti curricula di quello che viene presentato come il team di fondatori che risultano completamente falsi e inventati, così come lo sarebbe l’indirizzo e i contatti. Almeno finché il sito era raggiungibile. Adesso, come nella migliore delle truffe con schema Ponzi, è tutto sparito, soldi investiti compresi.
Come già accaduto con la truffa del 2139 ci sarebbero delle vittime anche a Perugia con persone che hanno visto sparire oltre 200 mila euro. In un forum specializzato, un utente scrive: “Il modello è costante, si viene inseriti in un gruppo, vengono mostrati profitti su dashboard interne, si viene guidati a trasferire fondi verso wallet indicati da loro e, quando si prova a prelevare, compaiono tasse, feed di sblocco o richieste di ulteriori versamenti. I profitti sono simulati e i flussi finanziari restano sotto il loro controllo. Non risultano autorizzazioni regolamentari verificabili. Non si tratta di perdite marginali. I casi segnalati vanno da poche migliaia di euro fino a decine e centinaia di migliaia. Non è un episodio isolato, ma uno schema strutturato che opera da mesi”.
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