Medio oriente
Israele ha annunciato di aver avviato un attacco preventivo contro l’Iran. A comunicarlo è stato il ministro della Difesa, Israel Katz, che ha dichiarato: "lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese".
L’attacco è iniziato intorno alle 7 del mattino, ora locale, nel giorno dello Shabbat. Israele e Stati Uniti d'America hanno colpito più città dell’Iran, con esplosioni e colonne di fumo segnalate anche nella capitale Teheran.
Il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato di "attacco preventivo" contro una minaccia definita "esistenziale" per la sicurezza dello Stato ebraico, annunciando lo stato di emergenza immediato. In tutto il Paese sono risuonate le sirene per il timore di una ritorsione.
A Teheran il quartiere Pasteur, dove risiede e lavora la Guida Suprema Ali Khamenei, sarebbe stato colpito da almeno sette missili, come riporta rainews. Il leader iraniano, secondo fonti locali, è stato trasferito in un luogo sicuro.
Il premier Benjamin Netanyahu ha rivendicato l’operazione, denominata “Leone ruggente”, affermando che l’obiettivo è "aiutare il popolo iraniano a ottenere la libertà contro una minaccia esistenziale". Dagli Stati Uniti, Donald Trump – che si trovava nel suo resort di Mar a Lago – ha confermato l’attacco, dichiarando di voler distruggere i missili e l’industria missilistica iraniana e invitando apertamente il popolo iraniano alla rivolta.
Teheran ha parlato di "nuova aggressione" da parte di Usa e Israele e ha annunciato una risposta "con forza", attivando una rappresaglia missilistica contro basi americane nel Golfo e obiettivi israeliani. Le Forze di difesa israeliane hanno invitato la popolazione a raggiungere i rifugi.
Sul fronte internazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione d’urgenza con i vicepremier e il ministro della Difesa Guido Crosetto. In una nota, Palazzo Chigi ha espresso vicinanza al popolo iraniano "che chiede il rispetto dei propri diritti". Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ammesso: "Non c’è da essere ottimisti sui tempi della guerra". La situazione è in rapida evoluzione e il rischio di un conflitto su larga scala in Medio Oriente appare sempre più concreto.
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