Cronaca
A destra il presidente della corte d'appello, Giorgio Barbuto insieme al procuratore generale, Sergio Sottani
"Abbiamo chiesto un timing per la cittadella giudiziaria nell'ultimo incontro e ci è stato spiegato che i primi lavori, riguardanti l'ex carcere femminile dovrebbero partire tra aprile e maggio e dovrebbero durare due anni circa. Per il cosiddetto Padiglione Paradiso i lavori potrebbero partire entro la fine dell'anno e terminare entro dicembre 2029. Mentre per l'ex carcere maschile la situazione è più complicata per l'attuale assenza di fondi stanziati: il finanziamento complessivo, stimato in circa 100 milioni di euro, non è ancora coperto: ad oggi risultano disponibili solo 2-4 milioni per progettazione e indagini, mentre circa 96-97 milioni sono stati inseriti in un capitolo MEF che dovrebbe essere disciplinato da un decreto atteso a marzo 2026, con copertura di cassa a decorrere dal 2027. In questo scenario, la gara in appalto integrato potrebbe partire nel 2027". E' quanto ha dichiarato il presidente della Corte d'Appello, Giorgio Barbuto, nella conferenza stampa in vista dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Barbuto ha spiegato, in apertura, che quello effettuato in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario è "un rendiconto doveroso, perché la Giustizia è amministrata in nome del Popolo e perché in una società democraticamente organizzata è di vitale importanza che la collettività creda nella Giustizia amministrata in suo nome, conoscendone le modalità di esercizio ed i risultati raggiunti".
Il presidente, nel tracciare un quadro delle carenze ha parlato della "insufficiente pianta organica del Tribunale di Spoleto che a fonte di un organico di 15 giudici, è l’unico del distretto a non essere suddiviso in sezioni, l’istituzione di un posto di Presidente di Sezione consentirebbe una migliore organizzazione del settore penale". Ancora: "Nei prossimi mesi la sola Sezione penale della nostra Corte perderà per pensionamento ben quattro Consiglieri, corrispondenti ad oltre il 50% dei magistrati in via tabellare ad essa assegnati: a fronte della tempestiva comunicazione del dato alla III Commissione del C.S.M. competente in materia, un solo Consigliere risulta essere stato assegnato; infine, per tutti gli Uffici giudiziari, si evidenzia la forte scopertura del personale amministrativo, nonché il continuo stillicidio di abbandoni degli addetti all’Ufficio per il processo, figure professionali ormai formate dai nostri operatori ma delle quali ad oggi, quindi a pochi mesi dalla prevista cessazione del loro incarico, non è ufficialmente nota la destinazione. Analoghe difficoltà organizzative debbono essere segnalate con riferimento alla magistratura onoraria in servizio presso la Corte: i giudici ausiliari continueranno ad esercitare le funzioni fino al completamento del riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria, comunque non oltre il termine del 31.10.2026. Nulla è stato previsto per sostituire tale figura professionale che sta svolgendo un prezioso lavoro".
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