La storia
I rappresentanti dei tifosi di Perugia, Terni e Tolentino basket con Gian Luca e il suo papà
Arriva dal basket un esempio di altruismo e umanità. I tifosi di Perugia e Terni, durante il derby di domenica, si sono uniti sotto un’unica bandiera: quella dell’amore. L’obiettivo comune, infatti, è aiutare un bambino di quattro anni che sta affrontando una durissima battaglia contro la malattia e un lungo percorso di cure. E siccome la solidarietà è contagiosa, si è venuta a creare una vera e propria catena che ha coinvolto anche la vicina regione Marche. Qui, le squadre rivali di Tolentino e San Severino Marche hanno messo da parte contrapposizioni e rivalità per seguire l’esempio dell’Umbria e raccogliere fondi a favore del piccolo Gian Luca.
A innescare la scintilla è stato Ruben Salemi, responsabile del tifo del Perugia Basket. “Sono rimasto molto colpito dalla storia di questo bambino, per il quale è attiva su GoFundMe una raccolta fondi che può aiutarlo ad affrontare le cure e consentire ai genitori di restargli accanto durante un percorso lungo e complesso. La famiglia vive a Terni, così ho pensato di contattare la società di quella squadra. La risposta è stata immediata. Con Federico, referente del Basket Terni, ci siamo subito organizzati per dare vita alla raccolta fondi durante il derby”.
Il risultato è stato straordinario: per una volta, due tifoserie notoriamente rivali si sono unite in un abbraccio simbolico. “Sugli spalti - racconta Salemi - si è vissuto qualcosa che in molti ritenevano impossibile: Perugia e Terni insieme, fianco a fianco, per promuovere la raccolta fondi e lanciare un messaggio forte di vicinanza e rispetto per questa famiglia”.
Il ricavato è stato consegnato direttamente al papà di Gian Luca. “Un mondo dello sport unito per solidarietà - sottolinea Salemi - ma anche quello della politica. Sugli spalti erano presenti, infatti, rappresentanti di maggioranza e opposizione: gli assessori Pierluigi Vossi, Andrea Stafisso e David Grohmann, insieme ai consiglieri di minoranza Margherita Scoccia e Lorenzo Mattioni”.
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