Il rapporto
Nel 2024 i lavoratori domestici regolari in Umbria sono 16.853, in diminuzione rispetto ai 17.120 dell’anno precedente. Nel complesso, il settore continua a essere caratterizzato da una forte presenza femminile, pari a quasi il 91.6%, e da una maggioranza di lavoratori stranieri (circa il 71%). Si conferma tuttavia una crescita costante della componente italiana, che nel 2024 in Umbria arriva quasi a un terzo della forza lavoro complessiva. L’Umbria presenta un'età media dei datori di lavoro molto elevata (spesso superiore ai 70 anni). I dati arrivano dal settimo rapporto Domina sul lavoro domestico.
L'analisi dei costi (retribuzione, contributi e tfr) evidenzia che per molte famiglie umbre la spesa per un lavoratore domestico regolare rappresenta una voce pesantissima del budget mensile, spesso superiore alla pensione dell’assistito. La fetta di sommerso è comunque ampia ma bisogna rifarsi alle statistiche nazionali per avere un dato dove si evidenza che uno su due sono i lavoratori irregolari. Sebbene la componente straniera rimanga maggioritaria (con una forte presenza di lavoratori provenienti dall'Est Europa 47,1%), i dati mostrano una crescita o una tenuta della componente italiana. Questo accade spesso in periodi di crisi economica locale, dove il lavoro domestico diventa un rifugio anche per la manovalanza locale.
Esiste un divario netto tra la provincia di Perugia e quella di Terni. Perugia, per dimensioni e numero di centri urbani, assorbe la stragrande maggioranza della forza lavoro domestica regionale oltre 13.225, mentre Terni presenta numeri più contenuti (3.628) ma con un’incidenza di datori di lavoro molto anziani ancora più marcata.
“L’elevato livello di irregolarità - dichiara Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina - continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo di un mercato del lavoro domestico equo, trasparente e sostenibile. Troppe famiglie, spinte dalla necessità di contenere i costi, ricorrono ancora al lavoro sommerso, esponendosi a rischi legali ed economici e privando i lavoratori di tutele fondamentali. Per invertire questa tendenza Domina propone un insieme di misure strutturali che premiano la regolarità e la continuità dei rapporti di lavoro. Si tratta dell’introduzione di un meccanismo di cash back sui contributi Inps, riconosciuto in modo graduale ai datori di lavoro che assumono e mantengono colf, badanti e baby-sitter in modo regolare; del trasferimento parziale e differito di una mensilità di Naspi come incentivo all’assunzione stabile, legato alla permanenza del lavoratore presso lo stesso datore; e, infine, di una detrazione fiscale pari al 10% dei costi sostenuti per il lavoro domestico. Attraverso interventi concreti e mirati, pensati per contrastare il lavoro sommerso, tutelare famiglie e lavoratori e rafforzare la legalità, è possibile trasformare la regolarità da obbligo formale a scelta realmente conveniente per tutti”.
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