Attualità
Città di Castello, scuola Dante Alighieri
Una grande manifestazione in difesa della scuola, un presidio contro un dimensionamento che porterebbe inevitabilmente al taglio dei dirigenti scolastici, del personale di segreteria, del personale Ata oltre al rischio di non veder più garantita la continuità didattica.
Dopo la pubblicazione, mercoledì 28 gennaio da parte del commissario ad acta, di un decreto che accorperà la scuola Alighieri-Pascoli ai due circoli didattici di Città di Castello, i genitori (supportati da tutte le componenti scolastiche) hanno deciso di organizzare una manifestazione per questa mattina alle ore 11 di fronte la sede della scuola media Dante Alighieri in demolizione.
“Oltre al taglio del personale - si legge in una nota inviata dal comitato dei genitori -: La dirigenza unica rischia di ridurre la capacità di risposta ai bisogni specifici di bambini e ragazzi nelle diverse fasce d’età. La sicurezza e la gestione quotidiana delle emergenze diventerebbero più complesse per una dirigenza già sovraccarica e con scuole distribuite su più plessi. La relazione scuola famiglia rischia di diventare meno immediata, con tempi di risposta più lunghi e difficoltà nell’attivare tempestivamente progetti educativi o interventi personalizzati. L'offerta formativa sarà in difficoltà.”
A stretto giro, ecco giungere anche la risposta da parte del Comune: “L’amministrazione comunale ha accolto con pieno favore e sostiene l’iniziativa spontanea di contrarietà della comunità scolastica locale in tutte le sue componenti all’applicazione del decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026 che definisce l’assetto dell’organizzazione del sistema scolastico della regione Umbria nell'anno 2026/2027 che si concretizzerà nella manifestazione di questa mattina”.
Il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai servizi educativi Letizia Guerri hanno poi dichiarato: “La manifestazione sarà anche l’occasione per ribadire l’assenza di risposte da parte del ministero alla modalità operativa di ricostruzione dopo lo stop dei lavori che si protrae da mesi determinato da un’azienda inadempiente e dalle procedure attivate da Invitalia. Il Comune sarà al fianco di tutte le componenti della scuola e delle famiglie per ribadire l’illogicità ed iniquità della scelta intrapresa dell’accorpamento deciso per Città di Castello tra l’altro impossibile da applicare perché lì non c’è una scuola”. Gli amministratori concludono l’intervento definendo la decisione un fulmine a ciel sereno arrivato senza interlocuzione e senza confronto: “L’auspicio – concludono Secondi e Guerri – è che si comprenda che siamo di fronte a un provvedimento sbagliato in modo sostanziale e che si abbiano la forza, il coraggio e l’onestà intellettuale di tornare indietro”.
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