città di castello
La scuola Dante Alighieri
Dimensionamento scolastico: mobilitazione generale in città che vede in prima linea i genitori di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Ieri si sono riuniti i rappresentanti di classe delle scuole, assieme ai presidi degli istituti scolastici presenti nel territorio comunale di Città di Castello, con la decisione che domani mattina tutti i genitori con i loro figli si porteranno nella zona del cantiere dove sorgeva la scuola Dante Alighieri in via della Tina (dove adesso c’è un cumulo di terra e un rudere della stessa scuola mai abbattuto) per un’assemblea globale alla quale sono stati invitati i dirigenti scolastici e i politici locali di ogni livello per dimostrare pacificamente l’errore compiuto dal commissario che non ha rispettato i parametri che Città di Castello aveva tutti in ordine.
Intanto il sindaco Luca Secondi ha avuto colloqui con tutti e quattro i rappresentanti tifernati presenti tra Camera e Senato e per la maggioranza di governo Catia Polidori (FI), Riccardo Augusto Marchelli (Lega), oltre ad Anna Ascani e Walter Verini (PD) per la minoranza invitandoli per domani mattina alle 10. Stessa cosa è avvenuta per tutti i livelli politici di livello regionale e provinciale partendo dai vertici con la presidente Proietti, l’assessore Barcaioli, i consiglieri regionali e il presidente della Provincia Presciutti, insieme alla giunta e al consiglio comunale tifernate.
Ieri in sequela sono arrivati documenti dal centrodestra unito che ha ricostruito la vicenda dal loro punto di vista: “Continueremo a impegnarci con serietà e determinazione in tutte le sedi competenti affinché siano pienamente riconosciuti e tutelati i diritti della comunità scolastica tifernate, senza strumentalizzazioni e senza scorciatoie”.
Michele Ceccagnoli, segretario Pd locale, ha affermato: “Sul dimensionamento scolastico la destra tifernate è confusa e contraddittoria. Non sa la destra locale quello che fa la destra nazionale, assumendo una posizione semplicemente indifendibile. Prima ha negato che Città di Castello fosse coinvolta, poi ha provato a minimizzare, ora tenta di riscrivere i fatti. E’ paradossale vedere la destra locale giustificare decisioni assunte dal governo nazionale che devastano la nostra virtuosa comunità scolastica. Il tentativo della destra locale di negare o minimizzare il problema non regge alla prova dei fatti. Ancor meno regge il tentativo di attribuirlo altrove”.
Intervento anche da Tommaso Massimilla, segretario Psi Città di Castello: “Inutile sottolineare che l’ingiustizia di questa decisione è ancora più marcata se paragonata alle altre realtà umbre, siamo quindi convinti non ci sia una sola motivazione per il drastico ridimensionamento subito da Città di Castello. Per questo, al di là di ideologismi e settarismi del tutto inappropriati, diviene indispensabile costruire e consolidare un fronte unitario che comprenda comune, provincia, regione e sindacati in grado di intervenire per respingere efficacemente una scelta del tutto irrazionale”.
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