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"Ho dato tutto me stesso". Lorenzo Barone ha raggiunto l'ultimo obiettivo del progetto Dust: "È finita, torno a casa"

Ilaria Albanesi

21 Aprile 2026, 17:40

Lorenzo Barone ha raggiunto l'ultimo obiettivo del progetto Dust: "Sono sulla seconda vetta più alta delle Americhe. È finita, torno a casa"

"È finita. Torno a casa". Con un video girato a 6.893 metri di altezza e condiviso sui social, Lorenzo Barone annuncia di aver raggiunto l'ultimo obiettivo del Project Dust, l'impresa estrema iniziata lo scorso 19 dicembre dalle coste della Mauritania, e che lo ha visto attraversare il Sahara, l'Atlantico, l'Amazzonia e le Ande fino al Nevado Ojos del Salado, l'ultima tappa del viaggio"Mi trovo sulla seconda vetta più alta delle Americhe, a 6893 metri - spiega nel video -. E questo era l'ultimo obiettivo del progetto dust". 

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Un post condiviso da LorenzoBarone (@lorenzbarone)

"Sono le 2:25 di notte, mi trovo a 5248 mt, l'aria è rarefatta, il respiro è affannato, il vento soffia costante, la temperatura attorno ai -20°C mi sfregia il viso, sono da solo, isolato sulle Ande, con la sola speranza di essere acclimatato sufficientemente per non rischiare edemi polmonari o cerebrali - racconta il 28enne umbro nella descrizione del post - Decido di giocarmi tutto in una sola finestra di meteo buona, cosciente del fatto che quella sarà la mia unica possibilità per tentare la vetta prima che finiscano le scorte di acqua e cibo che trasporto con me da oltre una settimana. Mentre salgo, alcuni pendii innevati mi obbligano ad usare i ramponi, poi appare la vetta che ad ogni passo è sempre più vicina".

"Dopo 166 giorni e quattro ecosistemi attraversati, mi trovo qui, a 6.893 mt di altitudine, sulla seconda vetta più alta delle Americhe, il Nevado Ojos del Salado - continua - Ho dato veramente tutto me stesso per realizzare questo progetto, sia fisicamente che mentalmente. Ora devo solo scendere verso l'oceano Pacifico e poi si torna a casa".

Il Project Dust

Dust - La Via della Sabbia è il nome del progetto estremo al quale sta prendendo parte Lorenzo Barone: "È stato e continua ad essere il progetto più complesso che io abbia mai immaginato: un anno e mezzo di lavoro, pianificazione, burocrazia, allenamenti e logistica per dare forma a quattro spedizioni in una", aveva spiegato Barone sui social. L'obiettivo è quello di attraversare il Saharal’Atlanticol’Amazzonia e le Ande "interamente e consecutivamente a propulsione umana, tutte senza supporto esterno, seguendo il viaggio delle polveri sahariane che fertilizzano la foresta amazzonica".


"È stata una preparazione infinita: dalla scelta dell’attrezzatura alla barca a remi con cui tenterò la traversata oceanica. L’ho cercata usata per abbattere i costi e preparata con l’aiuto di Matteo, un ragazzo della mia zona che mi ha supportato nello specifico nell’installazione dell’impianto elettrico di bordo. Da solo sarebbe stato impossibile".



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