L'evento
“Sbellichiamoci” è il motto scritto a caratteri cubitali sullo striscione che ha aperto la marcia per la pace, partita questa mattina da Santa Maria degli Angeli e conclusa in piazza San Francesco ad Assisi. Ritrovare il sorriso anche nei momenti più difficili e, soprattutto, liberarsi dal bellum per diffondere una nuova speranza. È stato questo il messaggio al centro dello slogan, accolto quasi come un comandamento dalle migliaia di studenti e insegnanti che hanno preso parte al cammino ripudiando la guerra per abbracciare la pace. Sotto un cielo primaverile e sulle note del brano “Bellomondo” i ragazzi, provenienti da 14 regioni italiane, hanno fatto il loro ingresso in piazza sventolando bandiere arcobaleno e innalzando cartelloni chilometrici in segno di solidarietà con Papa Leone XIV e con le vittime di tutte le guerre in corso. Stanchi ma felici, gli alunni si sono riuniti per prendere parte alle celebrazioni conclusive, guidate dal presidente della Fondazione PerugiAssisi, Flavio Lotti.
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Protagoniste le scuole che sono salite sul palco in qualità di “artigiani di pace”, esprimendo il proprio pensiero con discorsi, slogan e rappresentazioni artistiche. A dialogare con gli alunni anche le tante personalità istituzionali ed ecclesiastiche che si sono alternate nel corso della mattinata, a partire dalla presidente della Regione Stefania Proietti, il presidente della provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e il primo cittadino di Bastia Umbra, Erigo Pecci. “Grazie a tutti voi piccoli costruttori di pace, anzi grandi costruttori di pace – ha esordito la presidente Proietti .- Questa mattina mentre camminavate, passo dopo passo, avete costruito la pace”. Tra gli altri erano presenti anche i coordinatori della Rete Nazionale delle Scuole di Pace Fabiana Cruciani e Aluisi Tosolini, il coordinatore nazionale della Rete delle Università per la Pace Marco Mascia e Alessandro Saggioro, coordinatore del Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies.

La Marcia ha segnato così il culmine della due giorni del Meeting Nazionale delle Scuole di Pace “Sui passi di Francesco” intitolato “Io cambio”. “Sono stati due giorni intensi ma straordinari – ha dichiarato Flavio Lotti al Corriere dell’Umbria .- In un mondo pieno di orrore si possono fare anche cose belle. Nel tempo del buio si può trovare la strada per la pace, senza retorica e superficialità. È necessario capire cosa ci può restituire il futuro. Lo abbiamo fatto partendo dalle nuove generazioni, dalle scuole dell’infanzia fino all’università. Bisogna credere in loro per accompagnarli in un cammino difficile. Per questo non possono essere lasciati soli e per questo l'Umbria deve diventare sempre di più un cantiere di pace”.
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