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Politica

Elezioni politiche 2027, spuntano i primi nomi: le ipotesi di candidatura partito per partito

Resta l'incognita della nuova legge elettorale con il proporzionale e il premio di maggioranza: troppi aspiranti per nove posti

Alessandro Antonini

14 Aprile 2026, 08:12

Elezioni politiche 2027, spuntano i primi nomi: le ipotesi di candidatura partito per partito

Scranni ambiti in parlamento

Manca ancora un anno abbondante, c’è l’incognita della nuova legge elettorale, ma i nomi umbri aspiranti candidati alle elezioni politiche del 2027 ci sono già. E scalpitano. Le regole del gioco, si diceva: la proposta in campo è il proporzionale con premio di maggioranza nazionale. Con un listino protetto insomma. Detto questo in casa Pd sono pronti l’attuale vice presidente della giunta regionale, Tommaso Bori, l’assessora all’agricoltura Simona Meloni e l’uscente vicepresidente della Camera, Anna Ascani: non è detto per quest’ultima che lo scranno sia in Umbria. Non manca nel novero dei papabili il senatore tifernate Walter Verini, ma anche per lui non si escludono approdi in altri collegi. A proposito di ipotesi: in caso di assoluzione in appello dal processo Concorsopoli (l’ha chiesta il sostituto procuratore) i dem potrebbero rilanciare l’ex governatrice Catiuscia Marini, costretta a dimettersi proprio sull’onda di quella vicenda giudiziaria.

In casa Avs viene data per certa Elisabetta Piccolotti, anche se c’è chi giura che la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi - lei invero ha sempre negato - è pronta a mettersi in gioco. Ultimamente parla spesso di vicende nazionali e internazionali. Ieri lo ha fatto per la sconfitta di Orban in chiave anti sovranista. Una sfida Ferdinandi-Piccolotti avrebbe dell’inedito. Con i risvolti sul voto a Perugia.

Avrebbe invece del clamoroso il ritorno - eventuale - di Andrea Liberati nei 5 stelle, insieme all’uscente Emma Pavanelli.

Le sfide all’ultimo voto si profilano anche nel centrodestra. Noi moderati con la new entry Rocco Girlanda e il sempreverde Luca Briziarelli: eccone un esempio.

In casa Lega è sicuro il segretario e onorevole Riccardo Augusto Marchetti. Però anche qui un pensiero lo starebbe facendo anche l’attuale consigliere regionale ed ex governatrice Donatella Tesei.

In Forza Italia sicuri Raffaele Nevi e Catia Polidori. Ci sarebbe spazio anche per Andrea Romizi, coordinatore e consigliere in Regione: ma dovrebbe scattare il premio di maggioranza.

In casa azzurra però c’è chi lo considera come l’unica speranza di riscatto in vista delle prossime regionali e non vorrebbe giocarsi prima questa cartuccia.

Arriviamo al partito di maggioranza relativa, FdI. Emanuele Prisco, Franco Zaffini, Eleonora Pace e Paola Agabiti sono in pole. E volendo anche l’europarlamentare Marco Squarta. Per quest’ultimo vanno valutati gli effetti domino: se uscissero nomi come il suo e altri simili si svuoterebbe il gruppo parlamentare meloniano di Bruxelles. Un problema.

In tutto questo c’è il rischio catapultatati, non tanto sulle liste regionali ma sui listini di premio. Per non contare l’alea delle preferenze, che incombe sulla nuova legge. Ah, ultimo particolare: i seggi sono solo 9. Comunque vada sarà battaglia

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