Una chiesa chiamata a farsi presenza di consolazione in un tempo segnato da fragilità diffuse, incertezze e tensioni internazionali. E' il messaggio al centro dell’omelia pronunciata dall’arcivescovo Ivan Maffeis durante la messa del Crisma, celebrata nella cattedrale di San Lorenzo gremita di fedeli, sacerdoti e diaconi provenienti da tutta l’arcidiocesi.
"Siamo presbiteri che, in forza della speranza cristiana, svolgono un ministero di consolazione, di esortazione e di conferma", ha affermato l’arcivescovo, sottolineando come molte famiglie e persone vivano oggi situazioni di difficoltà, sofferenza e stanchezza. Alla celebrazione hanno preso parte anche numerosi giovani delle parrocchie delle sette Zone pastorali, in particolare i ragazzi che quest’anno riceveranno la Cresima, invitati dallo stesso Maffeis a partecipare da vicino al momento della consacrazione del Crisma.
Nel corso della liturgia, i sacerdoti hanno rinnovato le promesse dell’ordinazione insieme all’arcivescovo e al suo predecessore, il cardinale Gualtiero Bassetti.
L’arcivescovo ha poi richiamato l’attenzione sul clima globale e culturale, segnato da tensioni e divisioni: "Pesa non poco l’apprensione per la situazione internazionale – ha detto – che genera sconcerto e senso di impotenza". A questo si aggiunge, ha osservato, "un clima culturale privo di riferimenti condivisi", in cui trovano spazio linguaggi aggressivi e forme di discredito, sia sui social sia nel confronto pubblico e politico.
In questo contesto, ha evidenziato Maffeis, i sacerdoti sono chiamati a distinguersi non per l’accumulo di attività o per i risultati, ma per la qualità della loro vita spirituale: uomini "configurati a Cristo", capaci di sostenere il ministero attraverso una relazione viva con Lui, alimentata dall’Eucaristia e tradotta in una concreta carità pastorale.
Nonostante le difficoltà, l’arcivescovo ha indicato anche segnali di speranza, soprattutto tra i giovani. "Oggi si aprono nuove possibilità anche in contesti secolarizzati", ha osservato, facendo riferimento alla visita pastorale in corso, durante la quale - ha detto - emerge quanto la Parola e l’opera della Chiesa siano ancora attese e cercate, in particolare dalle nuove generazioni".
In conclusione, Maffeis ha rivolto ai sacerdoti un augurio pasquale, invitandoli a lasciarsi sostenere dalla grazia nel servizio quotidiano, soprattutto nei momenti di solitudine o incomprensione, e a trasmettere "l’olio della speranza, della fraternità e della pace" al popolo di Dio.
Ad aprire la celebrazione è stato il vicario generale, don Simone Sorbaioli, che ha richiamato il significato della Visita pastorale in corso, evocata simbolicamente da una lampada accesa davanti all’ambone della cattedrale e nelle unità pastorali della diocesi. Un segno, ha spiegato, di un tempo di verifica, riflessione e speranza per la Chiesa locale.
Il vicario ha inoltre ricordato i sacerdoti che celebrano anniversari significativi e quelli scomparsi nell’ultimo anno, sottolineando al contempo segnali di vitalità della diocesi. Tra questi, la presenza di sette seminaristi in teologia, due dei quali saranno ordinati diaconi il prossimo 12 settembre, oltre ad altri giovani impegnati nel cammino di discernimento vocazionale.