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L'idea di Ciuffini: dopo scale mobili e minimetrò ecco la sperimentazione dei minibus a guida automatica

Il padre della mobilità alternativa nel capoluogo di regione propone una "vertenza" nazionale per ottenere più fondi a favore di Perugia e attivare un nuovo sistema di trasporto

Alessandro Antonini

21 Marzo 2026, 10:37

L'idea di Ciuffini: dopo scale mobili e minimetrò ecco la sperimentazione dei minibus a guida automatica

Fabio Maria Ciuffini

Un servizio di minibus con la guida automatica da sperimentare a Perugia. Non è il sequel di Blade Runner in salsa locale. È la proposta seria, dettagliata, argomentata che arriva dall’ingegner Fabio Maria Ciuffini.

Non un nome qualunque. È il regista e creatore della mobilità alternativa nel capoluogo e in tutta l’Umbria. Ha ideato le scale mobili, negli anni ’70. Trent’anni dopo ha progettato il minimetrò.

“Allora c’era un sentire cittadino comune, corso Vannucci era invaso dalle auto. Così ci fu la pedonalizzazione. Provammo con gli autobus, ma le vibrazioni danneggiavano edifici e monumenti. Così nacquero gli ascensori e l’idea delle scale mobili, la mobilità alternativa”.

Ora come allora per un progetto di mobilità complessivo c’è l’idea dei buxi pubblici a guida automatica, frequenti e veloci, un collegamento efficace per tutto il territorio comunale: serve una sperimentazione, pagata dallo Stato. Magari con quel fondo nazionale trasporti che ha sempre bistrattato Perugia.

“Sì perché sia la progettazione sia la costruzione e poi la gestione delle scale mobili e degli ascensori è stata sempre tutta a carico del Comune di Perugia – evidenzia Ciuffini – così come per il minimetrò, pagato solo per il 50% con fondi statali e la cui gestione è solo in piccola parte sostenuta con fondi nazionali.

In tutte le altre parti d’Italia metropolitane e mezzi di trasporto di massa sono stati interamente finanziati con i fondi statali. L’amministrazione comunale e la Regione devono aprire una grande vertenza con i livelli nazionali per ottenere fondi e riscuotere anche il ‘credito’ maturato in questi anni. Con questo credito potrebbe nascere la sperimentazione dei minibus automatici”.

Non fa una piega. La palla passa a Palazzo dei Priori. Così come per la seconda tratta del minimetrò.

“Dovrebbe arrivare fino a Monteluce, stando al progetto che io stesso ho redatto, e anzi dovrebbe arrivare secondo me fino a Sant’Erminio. Anche questi costi potrebbero rientrare nel credito di cui sopra”.

Poi c’è l’integrazione con il Brt: “Il punto di connessione è la stazione di Fontivegge, lì servirebbero ascensori e scale mobili per facilitare il passaggio. Spero se ne sia tenuto conto nella progettazione”.

E il tema più dibattuto, ossia l’allargamento della zona a traffico limitato per stimolare l’uso del minimetrò?

Non ci credo. Non credo che le limitazioni siano efficaci. Bisogna al contrario rendere più competitivo il minimetrò, con un sistema di collegamento tra stazioni e periferie con i citati minibus. Un sistema di trasporto pubblico che sia snello ed efficace. Solo così si incentiva la popolazione a lasciare a casa l’auto privata”.

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