GRAFFITI
Da quando Andrea Mazzoni è diventato presidente della Minimetro spa la pubblicità istituzionale, molto sofisticata e anche vagamente provocatoria, è esplosa sui social, Instagram in testa.
Ormai non passa quasi giorno che non escano un post o un reel, con lo scopo di creare/ricreare una “connessione sentimentale con la città”.
A 18 anni dalla inaugurazione di questo mezzo innovativo, però, pensiamo sia utile anche porsi alcuni interrogativi e considerazioni, nel merito e più in generale sul servizio.
1) I perugini non ignorano il minimetrò per partito preso, semplicemente perché questa opera, pur affascinante (pensiamo alle stazioni firmate da Jean Nouvel) è stata costruita dalla parte sbagliata della città, utile, conseguentemente solo ad una minoranza. L’ingegnere Ciuffini ricorderà tanti anni fa che l’idea originaria prevedeva addirittura 5 linee, aggiungendo le tratte verso Monteluce, Silvestrini, San Marco e Prepo, ma per realizzarle ci sarebbe voluto il supporto di introvabili investimenti miliardari. E pur essendo questa scelta alla base di tutto quello che di negativo è successo (pochi utenti, alti costi annuali), converrà metterci definitivamente una pietra sopra per manifesta impossibilità a porre rimedio.
2) La realtà oggettiva è che alle navette grigie manca il costante supporto dei turisti, come avviene in occasione di UJ e Eurochocolate e come sarebbe dovuto avvenire, fin da subito (sindacature Locchi, Boccali, Romizi) mandando a Pian di Massiano in modo coatto tutti i bus e facendo conoscere bene l’esistenza di questo mezzo a chi arriva con mezzi privati. Succede ovunque, valga come esempio Bergamo Alta e la sua funicolare. Qui, invece, il parcheggio riservato accanto al terminal di partenza è sempre stato semi-deserto, in totale dispregio ai cartelli di divieto posti ad ogni ingresso della città mentre le auto si sono affidate ai tanti parcheggi a corona dell’Acropoli. Ora ci proverà Pierluigi Vossi, sfidando le abitudini incallite di chi parcheggia ovunque, ma servirà un gran lavoro di prevenzione della Municipale.
3) Parliamo ora di biglietti, partendo proprio da quelli (eventuali) per i bus turistici, visto che nel sito ufficiale non risultano scontistiche particolari e facilitazioni di accesso per i gruppi di 50/60 persone. Possibile? Peraltro, tra le tante convenzioni in atto spuntano anche alcune cose inspiegabili. Tipo: sconto del 20% per un quantitativo superiore a 1.000 e fino a 5.000 corse. Sconto del 30% per un quantitativo superiore a 5.000 corse. Cioè? Ci sono abbonamenti per migliaia di corse? Converrà spiegare meglio.
4) C’è poi una norma che pochi conoscono: il biglietto di corsa singola da 70’, una volta scesi ad una fermata qualsiasi, consente di risalire solo dopo 20’. Questo, spiegò l’amministratore Spinelli per evitare il fenomeno del “ticket crossing” cioè dello scambio dei biglietti ancora non scaduti tra utenti, soprattutto al terminal del Pincetto. Siamo tutti d’accordo che si tratta di un comportamento eticamente scorretto, ma se la matematica non è un’opinione paghiamo per un ticket da 70’ che è valido per 50’. Il rimedio è corretto, invece?
5) Abbiamo citato le nuove pubblicità postate sul web, ma a nostro avviso manca ancora (da sempre) un pezzo importante: una comunicazione forse antica e grezza per i creativi digitali, ma di impatto immediato, come la cartellonistica, sia agli ingressi della città, sia lungo il raccordo autostradale e la E45, che informi, semplicemente, dell’esistenza di questo mezzo di trasporto. Tipo: “Parcheggia gratis e sali a Perugia in 15’ col Minimetro”. Pare che l’Anas preveda scontistiche importanti “per i cartelli di valorizzazione turistica e culturale”.
Si può fare?
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy