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Buche sulle strade, il sindaco di Todi Ruggiano: "E' un'emergenza nazionale. Servono risorse strutturali"

17 Marzo 2026, 15:00

Buche sulle strade, il sindaco di Todi Ruggiano: "E' un'emergenza nazionale. Servono risorse strutturali"

La manutenzione delle strade comunali è una delle più grandi emergenze infrastrutturali del Paese. È un tema che riguarda sicurezza, economia e qualità della vita dei cittadini.

In Italia la rete viaria supera gli 840.000 chilometri, di cui oltre l’80 per cento è costituito da strade comunali. La parte più estesa e più utilizzata del sistema infrastrutturale nazionale è dunque affidata ai Comuni.

Secondo le valutazioni dell’Associazione nazionale Comuni italiani, il fabbisogno per garantire una manutenzione adeguata della rete comunale si misura in diversi miliardi di euro l’anno. Le risorse effettivamente disponibili sono nettamente inferiori.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pur rappresentando un investimento straordinario per il Paese, non ha previsto un piano strutturale dedicato alla manutenzione diffusa delle strade comunali. Si è intervenuti su grandi opere e progetti strategici, ma non sulla rete capillare che sostiene ogni giorno la mobilità reale dei cittadini.

Il Comune di Todi gestisce una rete viaria che supera i 400 chilometri tra strade urbane ed extraurbane, molte delle quali in ambito collinare e rurale.

Il costo medio di rifacimento completo del manto stradale, comprensivo di fresatura, binder e tappeto di usura, varia oggi - in base ai prezzi aggiornati dei materiali bituminosi - tra 180.000 e 250.000 euro al chilometro, a seconda delle condizioni strutturali e delle opere accessorie necessarie (drenaggi, regimentazione delle acque, consolidamenti). Se anche solo il 30 per cento della rete comunale necessitasse di un intervento strutturale nei prossimi anni, il fabbisogno potenziale per Todi si collocherebbe in una forbice tra i 22 e i 30 milioni di euro. Sono cifre che nessun bilancio comunale può realisticamente sostenere in autonomia.

A questo si aggiungono: manutenzioni ordinarie annuali; interventi urgenti legati a eventi meteorologici estremi; opere di consolidamento in aree soggette a dissesto idrogeologico; costi legati al contenzioso per danni derivanti da dissesti stradali.

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, una quota significativa degli incidenti stradali è correlata anche a condizioni infrastrutturali non ottimali. La manutenzione non è dunque solo un tema di decoro urbano: è un questione di sicurezza pubblica.

C’è inoltre un principio tecnico incontestabile: ogni euro investito oggi in manutenzione preventiva evita di spenderne quattro o cinque domani in ricostruzioni integrali. Rinviare non significa risparmiare. Significa accumulare debito infrastrutturale. Serve un piano nazionale strutturale.

Non bastano contributi frammentati o bandi occasionali. Serve un vero Piano nazionale per la manutenzione delle strade comunali, con: un fondo pluriennale strutturale di almeno alcuni miliardi di euro l’anno; riparto basato su estensione chilometrica, traffico medio e caratteristiche morfologiche; programmazione quinquennale certa; procedure snelle e realmente operative.

I Comuni gestiscono oltre l’80% della rete viaria italiana, ma dispongono di una quota infinitamente inferiore delle risorse infrastrutturali complessive. Questo squilibrio non è più sostenibile.

Le strade di Todi, come quelle di migliaia di altri comuni italiani, non possono essere considerate un capitolo residuale della politica nazionale. Sono la prima infrastruttura delle imprese agricole. Sono il collegamento quotidiano di studenti e lavoratori. Sono la rete di sicurezza per i mezzi di soccorso. Sono il presupposto dello sviluppo turistico. Questa non è una richiesta localistica. E’ una richiesta di responsabilità istituzionale.

Le strade comunali sono l’infrastruttura più diffusa e capillare d’Italia. Ed è la più trascurata.

Servono risorse strutturali. Servono subito.

Antonino Ruggiano

(*Sindaco di Todi)

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