Martedì 17 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

IL LAPIS DEL DIRETTORE

Buche sulle strade, quelle voragini che ci fanno imbufalire

Sergio Casagrande

17 Marzo 2026, 15:01

Buche sulle strade, quelle voragini che ci fanno imbufalire

C’è un rumore che gli automobilisti italiani conoscono bene. Non è quello del motore che gira male. Non è nemmeno il fruscio delle gomme sull’asfalto.

È il colpo secco di una ruota che finisce dentro una buca. Un colpo che spesso arriva improvviso, come un pugno sotto la scocca. E che lascia dietro di sé cerchi piegati, sospensioni danneggiate e una lunga scia di imprecazioni.

Quasi ogni giorno a questo giornale arrivano lettere, fotografie, segnalazioni. Strade trasformate in mulattiere. Tratti devastati come se fossero stati colpiti da una batteria di mortai. Automobilisti costretti a fare lo slalom tra crateri che sembrano usciti da un campo di battaglia.

Per questo la lettera che il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, ha inviato al Corriere merita il massimo risalto nella prima pagina di oggi e attenzione e, lo dico senza giri di parole, anche gratitudine. Non è frequente che un rappresentante delle istituzioni prenda carta e penna per confermare pubblicamente ciò che i cittadini raccontano ogni giorno.

E cioè che la manutenzione delle strade comunali (e non solo comunali, aggiungo io) è diventata una vera emergenza nazionale.

I numeri che il sindaco Ruggiano cita sono impressionanti.

In Italia la rete viaria supera gli 840 mila chilometri e oltre l’80 per cento è costituito da strade comunali. È qui che si svolge la mobilità reale del Paese. È qui che passano ogni mattina studenti, lavoratori, autobus, trattori, mezzi di trasporto e di soccorso come le ambulanze.

Sono anche la base stessa dello sviluppo turistico di territori come l’Umbria, l’Aretino e il Senese (dove - mi riferisco a questi ultimi due territori - comunque, bisogna riconoscere che, almeno per alcune realtà, la situazione generale appare migliore di quella che si presenta nella maggioranza del territorio umbro).

Eppure è proprio questa rete capillare di strade a ricevere meno attenzione e meno risorse.

Il sindaco di Todi fa un ragionamento semplice e difficile da contestare: rifare un chilometro di strada oggi costa tra 180 mila e 250 mila euro. Se anche solo una parte della rete comunale avesse bisogno di interventi strutturali, i bilanci dei Comuni non potrebbero reggere l’urto.

Non è cattiva amministrazione. È matematica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Strade dissestate. Segnaletica orizzontale sbiadita. Cartelli verticali piegati o collocati più per coprire responsabilità degli enti gestori che per aiutare davvero chi guida. E un senso diffuso di trascuratezza che non riguarda solo il decoro urbano, ma la sicurezza. Perché le statistiche lo dicono chiaramente: la maggior parte degli incidenti avviene ancora nei centri urbani. Proprio dove le strade comunali sono più frequentate.

Chi viaggia un po’ fuori dai nostri confini lo nota subito.

In molti Paesi dell’Unione europea l’asfalto è tenuto come un tavolo da biliardo. In Spagna, in Francia, in Germania, in Portogallo e perfino in buona parte della Grecia asfaltata le buche sono una rarità.

È vero: lì il traffico pesante incide in modo diverso. Ma è altrettanto vero che si investe molto di più nella manutenzione.

Noi invece abbiamo accumulato negli anni un gigantesco debito infrastrutturale. E le buche ne sono la manifestazione più evidente.

Ecco perché la proposta avanzata dal sindaco di Todi - un vero piano nazionale per la manutenzione delle strade comunali - non è una richiesta localistica.

È una questione di responsabilità istituzionale. Le strade non sono un capitolo marginale della politica infrastrutturale. Ignorarle significa ignorare la vita reale del Paese.

Sono quindi davvero grato al sindaco Ruggiano per aver sollevato con chiarezza il problema. Perché quando anche un amministratore locale conferma ciò che i cittadini denunciano ogni giorno, significa che non siamo di fronte a una lamentela isolata.

Siamo davanti a una realtà. E quella realtà, purtroppo, oggi ha la forma di una buca. Anzi, di migliaia di buche disseminate sulle strade di tutta Italia.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie