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IL CASO

Aviaria in un allevamento a Villanova di Marsciano: isolato focolaio ad "alta patogenicità". Saranno abbattuti mille fagiani

Gli esperti della Usl hanno disposto le misure di sicurezza con controlli entro un raggio di 10 chilometri

Alessandro Antonini

14 Marzo 2026, 12:48

Aviaria in un allevamento a Villanova di Marsciano: isolato focolaio ad "alta patogenicità". Saranno abbattuti mille fagiani

Un focolaio di influenza aviaria ad “alta patogenicità” (H5N1) è stato individuato e isolato in un allevamento di fagiani a Villanova di Marsciano. Sono stati effettuati tutti i controlli del caso, il sito è stato isolato e saranno effettuati accertamenti nel raggio di dieci km. I mille capi verranno abbattuti. La conferma arriva dalla Usl 1 e dal servizio veterinario regionale.

Il caso rientra “in un contesto nazionale in cui si segnalano episodi analoghi in diverse regioni. Non si segnalano criticità per la popolazione: il rischio per le persone è molto basso e legato a contatti diretti e prolungati con animali infetti”, fa sapere Palazzo Donini.

La certificazione della presenza del focolaio arriva a seguito degli accertamenti di laboratorio effettuati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche.

L’Istituto, oltre alle attività di laboratorio, supporta le autorità sanitarie nella sorveglianza epidemiologica e il controllo delle patologie infettive. “L’individuazione tempestiva del virus è stata possibile grazie al sistema di monitoraggio e sorveglianza attivo sul territorio, che consente di rilevare precocemente eventuali casi e intervenire rapidamente per limitarne la diffusione”, informa ancora la Regione.

Sono state attivate immediatamente tutte le misure previste dalla normativa sanitaria nazionale ed europea per la gestione dell’influenza aviaria. Tra queste il rafforzamento delle misure di biosicurezza nell’allevamento interessato, la gestione controllata degli animali e dei materiali potenzialmente a rischio, la sanificazione delle strutture e l’istituzione di specifiche attività di monitoraggio nell’area circostante.

I servizi veterinari stanno inoltre conducendo indagini epidemiologiche “per ricostruire l’origine del virus e verificare eventuali collegamenti con la fauna selvatica o con altri allevamenti, al fine di garantire la massima tutela del patrimonio avicolo e del territorio”.

Le autorità sanitarie invitano gli allevatori e i detentori di volatili “a mantenere elevata l’attenzione e a rispettare scrupolosamente le misure di biosicurezza previste, segnalando tempestivamente ai servizi veterinari eventuali situazioni anomale negli animali”. Il sistema di sorveglianza sanitaria continuerà a monitorare attentamente la situazione e saranno forniti aggiornamenti qualora necessario.

L’ultimo caso di un allevamento di volatili colpito dall’aviaria risale al 2010. Negli anni successivi non sono mancati casi sporadici di carcasse di animali selvatici infetti rinvenute nel territorio.

L’aviaria è una malattia “causata da un virus molto robusto - spiega Salvatore Macrì, dirigente del Servizio prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Regione - capace di resistere a lungo nel freddo o nell'acqua ghiacciata, che colpisce principalmente gli uccelli. Quest'anno abbiamo affrontato una stagione invernale record per numero di casi tra i volatili selvatici in tutta Europa. Tuttavia, con l'arrivo della primavera, i dati indicano finalmente una fase di calo. In Italia la situazione è monitorata costantemente: abbiamo avuto circa 50 focolai tra Lombardia e Veneto, ma la macchina dei controlli è riuscita a contenere la diffusione. È vero che il virus ha mostrato una certa capacità di espandersi verso altri animali, ma per i cittadini non cambia nulla”.

Il rischio per la popolazione “rimane estremamente basso. La carne di pollo, di tacchino e le uova che troviamo nei negozi sono sicure. Non esiste rischio alimentare”, rassicura Macrì.

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