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Maxi offerta di Vacchi per entrare in Colacem: sul piatto 450 milioni. Iniziato il countdown

Dopo il salvataggio della Gold col re del cachemire Cucinelli c'è la proposta dell'imprenditore influencer per rilevare le quote di Giuseppe Colaiacovo in Financo

Alessandro Antonini

24 Febbraio 2026, 20:59

Maxi offerta di Vacchi per entrare in Colacem: sul piatto 450 milioni. Iniziato il countdown

Lo stabilimento Colacem di Gubbio

Maxi offerta dell'imprenditore e influencer Gianluca Vacchi per entrare in Colacem. Ha messo sul piatto 450 milioni di euro per rilevare il 25% delle quote di Giuseppe Colaiacovo in Financo, la honding che controlla il colosso eugubino del cemento. Ora per gli altri soci c'è tempo 60 giorni per esercitare il diritto di prelazione. In caso contrario Vacchi entrerebbe in Financo. Ponendo fine allo stallo ormai triennali che ha portato alla mancata approvazione dei bilanci tra le due cordate interne alla famiglia, una in capo al citato Giuseppe e una allo zio Carlo.

"L’indiscrezione - come rileva Simone Filippetti su piccadillyduomo.com -  è trapelata indirettamente perché, nei giorni scorsi, la medesima Gold ha sua volta fatto recapitare una lettera, ai soci della Financo, dove informava di aver appunto ricevuto un’offerta. Non era un gesto di cortesia, visti i pessimi rapporti, ma un obbligo di legge perché gli altri soci, a partire dal Cavalier Carlo, il dominus dell’azienda, e i vari nipoti, tra cui Carmela Colaiacovo, attuale presidente del Sole 24 Ore, godono, da sempre, di un diritto di prelazione. E peraltro proprio attorno a quel diritto si erano sollevate polemiche a Natale del 2023 quando fu annunciato il clamoroso soccorso della strana coppia Vacchi e Brunello Cucinelli".

Che salvarono l'indebitata Fc Gold di Giuseppe con un prestito da 160 milioni arrivato da una società di nome Eques (cavaliere in latino). Poi un fondo internazionale, l'Oep-One Equity Partners, sempre su input di Eques  - e quindi di Vacchi e il re de cachemire - aveva rilanciato pochi mesi dopo un'offerta complessiva monstre da un miliardo e 650 milioni, lasciata scadere. Ora siamo al terzo tentativo. Intanto incombe l'udienza in tribunale sulla richiesta di liquidazione avanzata dal medesimo Giuseppe. Appuntamento il 13 marzo. La spada di Damocle è la possibile nomina di un liquidatore. Il couint down è partito. 

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