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Iniziativa

Bastia Umbra, "Com'eri vestita?". In mostra gli abiti delle donne che hanno subito violenza sessuale

Contro pregiudizi e stereotipi: per smontare l'idea del "te la sei cercata"

Anna Maria Minelli

13 Febbraio 2026, 06:30

Bastia Umbra, "Come eri vestita?". In mostra gli abiti delle donne che hanno subito violenza sessuale

I vestiti delle donne che hanno subito violenza in una mostra. Fa tappa anche a Bastia Umbra, dal 15 al 22 febbraio 2026, la mostra itinerante “Com’eri vestita?”, realizzata dal Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua di Milano. All'interno del  percorso espositivo gli abiti delle donne vittime di violenza sessuale, indossati al momento dell'abuso. "Indumenti e testimonianze, affiancati in esposizione, diventano strumenti di memoria, riflessione e consapevolezza" spiegano i promotori dell'evento.

E' il Residence La Rocca, in via Firenze numero 4, ad accogliere l'iniziativa promossa dall’amministrazione comunale di Bastia Umbra in collaborazione con il Punto d’Ascolto Antiviolenza della Zona Sociale 3, organizzata da Libera…Mente Donna e RAV – Rete Donne Antiviolenza e patrocinata dal Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria. “Com’eri vestita?” è una domanda che molte vittime si sono sentite rivolgere almeno una volta e che pur sembrando una frase innocua in realtà sposta l'attenzione da chi commette la violenza a chi la subisce, insinuando sospetto e giudizio. La mostra quindi mira a smantellare questo pregiudizio e invita i visitatori a riconoscere la violenza per ciò che è: un atto di potere e sopraffazione. 

Durante la presentazione dell'iniziativa il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci ha sottolineato: "Questa iniziativa ci permette di riflettere e discutere su un tema fondamentale, cercando di creare un effetto di riverbero sul mondo reale. La violenza non deve accadere né per come eri vestita né per nessun’altra condizione: questo messaggio dobbiamo portarlo in tutti i luoghi di vita sociale che frequentiamo". Elisa Zocchetti, assessore alle Pari opportunità ha aggiunto:  "La mostra è un punto di arrivo dopo mesi di lavoro delle operatrici del Punto d’Ascolto. È un’occasione importante per sconfiggere un pregiudizio che ancora persiste. Mi auguro che le scuole rispondano e vengano a visitarla". La presidente del Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria Federica Moretti ha ribadito il sostegno dell’ente: "Sosteniamo con convinzione percorsi che promuovono consapevolezza, ascolto e responsabilità collettiva. Il superamento della violenza di genere passa attraverso un cambio culturale".

  

Infine i ringraziamenti a Simona Branchinelli, referente del Punto d’Ascolto, e Amelia Rossi, presidente della Rete delle Donne Antiviolenza, per l’impegno portato avanti da anni sul territorio, sottolineando l’importanza di quanto viene fatto nelle scuole. Simona Branchinelli, referente del Punto d’ascolto antiviolenza della Zona sociale 3 ha infine sottolineato come finalità della mostra sia smontare l'idea del “te la sei cercata”, con l'esposizione di abiti che "decostruiscono lo stereotipo dell’abbigliamento provocante", e ha ringraziato Ester Mencarelli per aver concesso lo spazio e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione. L'invito dell'amministrazione comunale è rivolto a tutta la cittadinanza, scuole e associazioni a visitare la mostra con lo scopo di promuovere una cultura del rispetto e del non giudizio.

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