Attualità
L'associazione Libera...Mente Donna gestisce il Centro antiviolenza "Mia" di Foligno
Vietato abbassare la guardia. La violenza di genere non conosce confini, non fa distinzioni, si insinua sordida nelle relazioni di ogni età, e colpisce trasversalmente donne di ogni condizione sociale, economica, culturale. E non accenna, purtroppo, ad arrestarsi. A testimoniarlo sono anche i numeri in crescita di coloro che trovano il coraggio di spezzare quelle catene travestite da “amore” e afferrare la mano tesa che offrono i centri antiviolenza. A Foligno solo nell'ultimo anno sono state 92 le richieste di aiuto arrivate al Cav “Mia” gestito dall'associazione Libera…Mente Donna, come spiega, dati alla mano, la responsabile del Centro, Federica Mastrovalerio, che riferisce di un incremento di circa 10 richieste in più l'anno.
Crescono le richieste
“Nell'ultimo anno abbiamo registrato 92 contatti da parte di donne vittime di violenza, delle quali circa 70 hanno accettato di intraprendere un percorso insieme a noi. Questo dato ci fa capire due cose: la prima è che sul territorio stiamo lavorando bene, con il servizio che riesce a raggiungere sempre più canali e ad avvicinare sempre più donne anche diverse tra loro, perché parliamo di donne di tutte le estrazioni sociali, economiche e culturali, a testimonianza di come il fenomeno sia trasversale. Allo stesso tempo ci deve far riflettere sul dato sommerso – aggiunge – se ogni anno sempre più donne si rivolgono ai Cav vuol dire che ci sono ancora molte situazioni che devono emergere. E questo ci dice che, nonostante i progressi, occorre fare ancora di più”.

Federica Mastrovalerio, responsabile del Centro antiviolenza "Mia" di Foligno
Fenomeno trasversale
Il fenomeno è trasversale anche sul fronte generazionale, perché la violenza di genere purtroppo non risparmia nessuna fascia di età. Solo al Cav “Mia” il range va dalle giovanissime di 18 anni fino alle novantenni. “Non c'è uno schema – spiega Mastrovalerio - Quest'anno, ad esempio, abbiamo registrato numerosi accessi di donne molto giovani, tra i 18 e i 20 anni, che già a quell'età si trovano a dover gestire situazioni molto complesse perché il compagno inizia a manifestare i primi agiti violenti. Così come ci sono donne con una posizione sociale ed economica solida o, viceversa, vulnerabili sotto questo aspetto, o donne anziane, che hanno subito violenza dal marito o, altro fenomeno che si sta diffondendo, la subiscono dai figli”. Ognuna con la propria storia, le sue peculiarità, e che raccontano di ogni genere di violenza, dallo stalking e il cyberbullismo, alla violenza psicologica, economica, sessuale fino quella fisica. “Dove c'è violenza fisica c'è sempre stata prima quella psicologica e, nella maggior parte dei casi, anche quella economica, per limitare l'indipendenza della donna” precisa la responsabile. Quali le richieste che arrivano al Cav? “La maggior parte ci chiama facendo una domanda 'sto subendo violenza?' – spiega la responsabile – Chi subisce, infatti, spesso si trova in uno stato di confusione perché molto probabilmente è manipolata da tempo”.
I servizi a disposizione
Diversi i servizi offerti da Libera…Mente Donna, a partire dal Pronto emergenza, servizio attivo h 24 7 giorni su 7, per quante necessitano di allontanarsi dalla propria abitazione, e in questa direzione guarda anche la struttura di accoglienza di cui dispone l'associazione; ma anche percorsi, con la garanzia assoluta dell'anonimato, che offrono anche assistenza legale gratuita, consulenze psicologiche, l'accompagnamento verso la denuncia, fino all'attivazione di servizi per supporto abitativo o economico. Un grande lavoro che si accompagna a un'intensa attività sul territorio per sensibilizzare, partendo dai più giovani, con lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado: “Per quest'anno puntiamo di aumentare l'attività sul territorio e gli interventi nelle scuole, - spiega Mastrovalerio – e tra questi ci sarà anche la realizzazione di un murales sul tema, che realizzeremo con la Cgil e le scuole del territorio”.
Da sabato la mostra “Com'eri vestita?”
Tra le numerose iniziative, intanto sabato farà tappa a Foligno la mostra itinerante distribuita dal Cav Cerchi d'acqua di Milano, dal titolo “Com'eri vestita?”, con l'esposizione di 17 abiti di donne vittime di violenza: “L'obiettivo – conclude Mastrovalerio - è scardinare lo stereotipo che tende a responsabilizzazione della donna, ponendo l'attenzione sui suoi vestiti, deresponsabilizzando il maltrattante”. La mostra promossa con il Rav e i Comuni di Foligno e Bastia Umbra, e il sostegno del Centro Pari opportunità di Perugia, sarà inaugurata, ore 15, a Palazzo Candiotti dove sarà visitabile fino al 14 febbraio, per poi fare tappa a Bastia Umbra.
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